Harry Potter e la maledizione dell'erede

Harry Potter e la maledizione dell'erede

Una nuova storia per Harry Potter, questa volta sotto forma di testo teatrale

Dopo l'enorme successo letterario e cinematografico ottenuto dalla serie, a otto anni dall'ultimo romanzo,  il nuovo capitolo ufficiale della saga di Harry Potter è rappresentato in uno spettacolo teatrale di Jack Thorne, basato su una storia originale di J.K. Rowling e in scena al Palace Theatre di Londra.
Dal 24 settembre è disponibile la versione in italiano della sceneggiatura che vede protagonista il famoso maghetto, divenuto ormai adulto e alle prese con un noioso lavoro al Ministero della Magia e la famiglia che ha costruito con Ginny.


La storia inizia diciannove anni dopo la sconfitta di Voldemort, il Signore Oscuro, sul binario nove e tre quarti della stazione di King's Cross, dove Harry e Ginny accompagnano i figli all'Espresso per Hogwarts, la scuola per maghi che anche loro hanno frequentato. Ad attenderli ci sono Hermione e Ron con la figlia Rose, che inizia il primo anno come Albus, il secondogenito dei tre figli di Harry e protagonista di questa nuova avventura nel mondo della magia.


Albus mal sopporta il fatto di essere figlio del famoso Harry Potter e la pesante eredità che questo comporta. E' diverso da come lo vorrebbe suo padre e da come tutti si aspettano dovrebbe essere un Potter. Il rapporto tra padre e figlio è profondamente tormentato e ulteriormente messo alla prova dall'amicizia tra Albus e Scorpius, il figlio di Draco Malfoy, acerrimo nemico di Harry. Anche Scorpius non è all'altezza delle aspettative di suo padre e ad Hogwarts viene emarginato per via delle voci che lo indicano come in realtà figlio di Voldemort. Il comune senso di inadeguatezza cementerà l'amicizia tra Albus e Scorpius, mentre Harry farà di tutto per tentare di allontanarli uno dall'altro, preoccupato da segnali che indicano il ritorno del Male.


Non voglio svelare di più della trama, che è ricca, corposa e attraversa diversi anni della vita dei protagonisti. Passato e presente si intrecciano, ritroviamo personaggi che credevamo perduti per sempre. C'è così tanta carne al fuoco che la Rowling avrebbe potuto tranquillamente trarne altri sette tomi come i precedenti. In questo caso (ovviamente, trattandosi di una sceneggiatura teatrale e non di un romanzo) ci dobbiamo accontentare dei dialoghi tra i personaggi e le brevi note di regia. Non c'è spazio per le dettagliate descrizioni dei luoghi, delle atmosfere e delle creature magiche a cui l'autrice ci ha abituati nei suoi libri. Tuttavia la storia è avvincente, piena di rimandi al passato, di colpi di scena e di sorprese e non sarà difficile, per chi ha già apprezzato i precedenti romanzi, immaginare anche ciò che non è descritto.
Quello che invece non manca è lo stile della Rowling nella complessità e nell'intreccio della trama, nella profondità dei personaggi, nell'importanza data ai  temi dell'amicizia, della lealtà, del rispetto delle diversità, del coraggio, ovvero ciò che rende la saga di Harry Potter molto più che una storia per ragazzi.


  • 3
  • 0
  • 1
  • 0
  • 2

  (2)   Commenti

Davide Mantero 1 year ago

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni." (ct.Umberto Eco)

Davide Mantero 1 year ago

Non amo molto la "saga di Harry Potter", ma mi piace molto lo stile della Rowling. La traduzione in italiano è molto curata.