Marta e Roberto: la noia della coppia (seconda parte)

Marta e Roberto: la noia della coppia (seconda parte)

Un tema importante affrontato con un esempio

Marta ama Roberto anche se è noioso, però non ci sta a scegliere tra la gioia e l’affidabilità, non vuole accontentarsi, vuole tutto: “Io desidero entrambe le cose, il divertimento, la spensieratezza, voglio godermi la vita, e allo stesso tempo desidero in futuro una famiglia tutta mia e voglio anche un lavoro interessante che mi consenta di realizzarmi come professionista.

Frequento un’università a distanza, desidero laurearmi in giurisprudenza e poi specializzarmi nell’aiuto alle donne vittime di violenza.

Sono sicura di volere proprio Roberto, però giuro che a tratti mi pare impossibile che le cose migliorino e sento una gran tristezza a vedere Roberto così giù, mi da l'idea che non si sappia difendere dal mondo e che quindi usi la nostra relazione come rifugio, un rifugio che lo protegge ma che è diventato anche una gabbia.

Quando ho conosciuto Roberto ero in crisi, i miei si stavano separando, uscivo da una relazione che mi aveva stravolto la vita, e la sua dolcezza e la calma con la quale si proponeva mi sembravano una guida insperata nella mia confusione …

Per questo provo molta sofferenza al pensiero che la nostra relazione possa finire, e sono determinata a tentare con qualsiasi mezzo di rimanere uniti.

Lui è la persona con cui voglio trascorrere il resto della mia vita”

Marta sta dicendo che Roberto l’ha salvata e sostenuta in un momento di forte disagio e sofferenza, le ha consentito di andare avanti con la sua vita e di fare le sue scelte con serenità. Se oggi Marta ha tanti sogni e progetti, così come ce li ha descritti, parte del merito è di Roberto che l’ha appoggiata e le ha fornito la lucidità e l’autostima che aveva rischiato di perdere.

Oggi però Marta è cresciuta, non ha più paura, si sente capace di raggiungere i suoi obiettivi. Non ha più bisogno di un salvatore ma di un compagno alla pari, che sappia essere complice anche delle sue passioni e del divertimento, complice anche nel provare la gioia di vivere.

E mal sopporta che lui sia rimasto lo stesso di sempre, calmo, zitto, appartato, un po’ timoroso del mondo, lei comunque oggi lo vede così!

Eppure Marta è convinta che valga ancora la pena di salvare questo rapporto, pensa che parte del suo futuro comprenda comunque il loro progetto di coppia, ed è disposta a cercare un modo per farla funzionare.

Quanto è forte il desiderio di stare con Roberto, con i suoi difetti e i suoi pregi, e quanto invece è forte la paura della solitudine e di dover ricominciare tutto da capo con un nuovo partner se Marta dovesse decidere di lasciarlo? Come si fa a distinguere e, soprattutto, come si fa a creare una relazione adulta, dove ciascuno sceglie l’altro per amore e non per necessità e paura? Dove ciascuno dei partner è felice, completo, soddisfatto della sua vita personale, e considera la coppia come un ulteriore arricchimento e non come un rifugio dalla solitudine e dall’insoddisfazione?

Proviamo a risponderle: “Allora, Marta cara, come sarebbe ripartire dall’inizio con Roberto? E ripartire dall’inizio significa imparare a ri-conoscersi reciprocamente, nelle caratteristiche che ci piacciono e anche in quelle meno interessanti. Significa parlarsi, comunicare, vedersi con occhi meno innamorati, forse, ma certamente più obiettivi e realistici.

Poi significa anche uscire da un rapporto un po’ simbiotico dove tu eri una bambina spaesata e lui una base sicura e immutabile, per costruire una relazione adulta dove ciascuno farà le sue esperienze, troverà modi personali per crescere, divertirsi, prepararsi professionalmente, coltiverà le sue relazioni senza che l’altro sia necessariamente coinvolto. Sarà interessante e arricchente, dopo, raccontarsi l’un l’altro quello che ciascuno ha sperimentato, aggiungerà spessore a un rapporto che forse è già un po’ logorato dal tempo e dalla routine.

Non è mai possibile cambiare l’altro. Possiamo solo trovare modi nuovi e diversi per stare insieme, possiamo cercare di comprendere cosa facciamo noi per spingere e incoraggiare il partner a comportarsi sempre nello stesso modo. Cosa non vediamo più? Cosa non ascoltiamo più? Conosciamo il nostro partner o vediamo solo l’immagine che ce ne siamo costruiti?

Il nuovo percorso di reciproca conoscenza parte da ciascuno di voi due singolarmente, nello sforzo di chiarire a voi stessi chi siete e cosa volete per la vostra vita, e proprio, perché siete ancora così giovani, prendendovi spazi e tempi indipendenti dall’altro; il lavoro prosegue nella vostra coppia, nel concedervi il tempo per parlare, autenticamente, di chiedervi cosa volete davvero e cosa siete disposti a concedere e a cambiare”.

Marta e Roberto saranno capaci di spostarsi dal rapporto di dipendenza e rancore che oggi li fa così soffrire ad una posizione in cui ciascuno si riconosce, sa procurare a se stesso quello di cui ha più bisogno, e non vede nell’altro la cura di tutti i suoi mali? La posizione di interdipendenza, quella ideale nelle relazioni d’amore, dove “Io sono io, tu sei tu, e insieme siamo NOI ed è bellissimo!”

E dove la NOIA non ha diritto alcuno di cittadinanza.

Un abbraccio,

Cristina


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