Marta e Roberto: la noia della coppia (prima parte)

Marta e Roberto: la noia della coppia (prima parte)

Una storia per capire un tema importante

“Mi chiamo Marta, sono una ragazza di 28 anni, penso di essere bella e anche intelligente, ho tante amiche e faccio un lavoro che non mi dispiace. Ho tutto, non mi manca niente ... eppure sono spenta, apatica, mi annoio e sono preoccupata. La causa di tutto è il mio compagno, Roberto.

Stiamo insieme da tre anni e ho sempre pensato che fosse davvero una brava persona. Lui ha 32 anni. E’ serio, lavoratore, non mi tradisce, mi sostiene in tutto quello che desidero fare.

Ma purtroppo mi sto rendendo sempre più conto che ha un carattere introverso. E’ buono, ma è triste e pessimista.

Io penso di amarlo ancora come prima, e mi piacerebbe costrire con lui qualcosa di importante, una famiglia, una casa per noi. Ma ho dubbi sempre più spesso e sempre più grandi.

Lui non ama uscire, così passiamo tanto, troppo tempo in casa, oppure dai miei o dai suoi. Gli chiedo perché. E lui si limita a darmi risposte vaghe.

Ma, la depressione, la cupezza, sono contagiose??

Io so solo che da un po’ di tempo vedo tutto nero, tanto che  sto pensando di andare dallo psicologo, perché a volte mi pesa vivere, specialmente quando vedo lui ancora più cupo di me!

Quando sto così male vorrei vedermi intorno un po’ di gioia di vivere, ma cosa devo fare?Sempre più spesso oscillo tra la voglia di gridare AIUTO! a squarciagola e un torpore così pesante che mi sembra di pesare cento kili … “

Cosa è successo? Come è possibile che, passata la fase travolgente dell’innamoramento, quella in cui il compagno è idealizzato e ci appare perfetto, ci troviamo accanto una persona tanto diversa, così deludente, così poco adatta a noi?

Roberto non ama uscire e il suo umore è spesso cupo; Marta desidera la gioia di vivere e ha paura di essere in qualche modo “contagiata” dal suo umore nero: che fine hanno fatto la comunicazione e la sintonia della coppia? Dove sono andate a finire le cose che ci piacevano dell’altro?

Certo, è sempre possibile sbagliare. Quando ci innamoriamo e, occhi negli occhi, proviamo ad immaginare un futuro possibile per noi, desideriamo con tutto il cuore che l’altro sia esattamente come noi lo vediamo. E non abbiamo bisogno di chiedere, di spiegare, di fare domande, perchè quando siamo innamorati non c’è bisogno di fare “contratti” particolari. Nessuna richiesta esplicita e chiara, ma tante implicite, personalissime, aspettative: “Se lui, se lei, mi ama, allora sarà tutto facile, lo cambierò, lei sarà diversa per me, non avrò mai bisogno di chiedere e di spiegare, saremo uguali e penseremo e sentiremo allo stesso modo”.

E a volte persino quelle che già ci appaiono come caratteristiche negative assumono un’importanza relativa, e la cupezza di carattere si trasforma, magari, in quell’introversione, quella riservatezza così interessante che ci immaginiamo sia sintomo di profondità, di sensibilità, di intelligenza persino.

“Quello che posso dire è che appena ho visto questo ragazzo ho provato sensazioni molto forti, ho pensato subito che con lui avrei voluto creare una famiglia, magari tra qualche anno, e ho avuto subito l'idea che lui fosse il ragazzo con cui passare tutta la mia vita.Non sono una ragazza particolarmente sentimentale, non mi innamoro facilmente, e quindi proprio queste sensazioni così forti e insolite mi hanno fatto credere che lui fosse quello giusto.

Solo che c'è questo problema ... spesso preferisce stare a casa, invece di uscire a divertirsi con me. Abbiamo solo due coppie di amici, ed entrambe  sono molto tranquille, e quindi il mio desiderio di andare nei locali dove c'è musica e si balla, non è mai preso in considerazione.

La cena fuori o a casa degli amici soliti, e il film dopo, mi hanno stancato, sono annoiata e stufa da morire!

Proprio quest’ultimo sabato gli ho parlato, gli ho detto che ho paura di questa noia, temo che ci porterà a rompere la nostra relazione, che presto preferiremo trascorrere il tempo da soli piuttosto che in coppia.Insomma, abbiamo affrontato il problema e abbiamo concordato sul fatto che se non vogliamo buttare via tutto, allora dovremo cercare insieme di cambiare quello che non funziona.

Il fatto è che ho dei dubbi sulla sua capacità di darsi da fare per cambiare qualcosa. Ho idea che non sappia nemmeno da dove iniziare. E' molto indeciso.

Io odio l'indecisione e mi fa rabbia vederlo sempre in bilico come se stesse sempre per cadere. Mi fa rabbia perché non capisco come possa starsene lì tutto zitto e rassegnato, invece di dire cosa pensa chiaramente o di impegnarsi per non far finire la nostra relazione. Gliene importa? Non riesco più a capirlo!”.

Marta ha scelto Roberto perché ha da subito immaginato una famiglia, lei, lui e dei figli. Certamente non ha mai parlato di simpatia, energia o estroversione. Non ha mai detto che la faceva ridere, divertire.

Ha pensato che fosse quello giusto perché lo riteneva in grado di soddisfare il suo profondo bisogno di stabilità, di tranquillità e sicurezza. Oggi è in crisi e teme di non amarlo più proprio per le stesse caratteristiche che a suo tempo lo hanno reso speciale ai suoi occhi: quella stessa affidabile tranquillità ha preso oggi il nome di NOIA.

Vediamo qua rappresentato il grande inganno al quale ci sottoponiamo quando andiamo verso l’altro, non per quello che è veramente, ma per quello che crediamo ci possa dare per riempire il nostro bisogno, il nostro progetto, per riempire un vuoto, qualcosa che ci manca e che vorremmo vivere.

Come se ne esce? Si può ricostruire l’amore? Lo vedremo nella seconda parte, settimana prossima.

Un abbraccio

Cristina


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