LE REGOLE DELL’AMORE PERFETTO, O QUASI …

LE REGOLE DELL’AMORE PERFETTO, O QUASI …

Quattro regole per un amore quasi perfetto

A una prima lettura veloce del titolo di questo scritto viene da chiedere, a raffica: davvero l'amore perfetto esiste? Davvero ci sono regole che lo possano garantire? E se ci sono, come mai le relazioni troppo spesso vanno a rotoli?

Poi ci accorgiamo che dopo la virgola ci sono ancora due piccole parole,  "o quasi" ... , che ridimensionano un po' l'ideale di perfezione, che ci rassicurano e ci fanno immaginare un amore non perfetto, ma solo sufficientemente buono, un amore di quelli quotidiani, che a volte durano per tutta la vita. E saremmo già molto soddisfatti di conoscerne le regole! Proviamo insieme a pensarne qualcuna.



Conoscete la storia raccontata da Gabriel Garcia Marquez nel libro "L'amore ai tempi del colera?". La vicenda è incentrata su un amore lungo tutta una vita, dall'adolescenza alla vecchiaia di Florentino Ariza, il protagonista, per l'unica donna che gli abbia riempito la testa, il cuore, i sensi, l'irraggiungibile Fermina Daza. Una relazione caratterizzata dal costante rifiuto di lei e dall'irremovibile caparbia fedeltà di lui. Un amore difficile, contrastato, un amore che conosce la passione bruciante della giovinezza e il calore rassicurante della tarda età e della confidenza tra amici di vecchia data. Florentino e Fermina vivono la loro vita, lei sposata e lui a vivere un'esistenza fatta di relazioni disparate e sempre diverse, fino a che, quando lei sarà vedova e lui un anziano senza capelli e con la dentiera, impareranno a conoscersi, ad apprezzarsi, ad amarsi secondo le regole della vecchiaia.  E sceglieranno di vivere questo loro amore tardivo lontano dai pettegolezzi e dagli occhi indiscreti della gente: non scenderanno più dal battello fluviale della loro prima crociera, insieme,  dopo cinquantatre anni, sette mesi e undici giorni dal loro primo incontro, per tutta la vita.

Possiamo imparare qualcosa di interessante, da questa romantica storia di passione e fedeltà?

Regola numero 1: l'amore e le relazioni hanno bisogno di manutenzione. Nel tempo cambiano le persone, cambiano i bisogni, cambiano le forme dell'amore. Se, come dice De Andrè, "L'amore che strappa i capelli è finito ormai ...", non significa che i costanti lavori di restauro, di adattamento e di rinnovo della relazione, non possano mantenere l'intesa a livelli altissimi di soddisfazione reciproca. Questo presuppone nessuna pigrizia, nel senso che amore significa anche non lasciare indietro nessuno. Ci sono momenti nella vita di una coppia durante i quali uno dei due partner sembra accelerare, passare a un altro livello: la pazienza e il rispetto del guardare indietro e provare a riallineare le due persone, su un altro piano, spesso è il solo antidoto alla fine di un amoreRegola numero 2: ogni fase della vita di una coppia risponde a un suo preciso "contratto". Quando l'innamoramento è al massimo non abbiamo bisogno di chiedere e di sapere niente, gli occhi persi negli occhi dell'altro, coltiviamo l'illusione di essere uguali, di desiderare le stesse cose, di sognare gli stessi sogni. E se qualcosa non torna del tutto, non importa, io riuscirò a cambiarti, cambierai per amor mio! Il tempo passa, e le illusioni non bastano più, fanno spazio alle richieste e alle aspettative non dichiarate. Le richieste presuppongono il rischio del rifiuto, così spesso le teniamo per noi, rifugiandoci nel "Mi aspetto che questa volta capirà senza bisogno che io chieda ...". Questo tipo di contratto è il più pericoloso, perchè non siamo uguali, perchè non siamo telepatici, perchè tutti coltiviamo aspettative diverse e opposte, perchè la delusione, le delusioni ripetute, massacrano la relazione

Regola numero 3: l'amore sufficientemente buono è una giusta miscela di passione, complicità, impegno. Nel tempo, nelle diverse fasi della coppia, spesso una o due componenti recedono a favore di una terza: è l'impegno a mantenere il rispetto e il sostegno reciproco che spesso sorregge una crisi dovuta all'indebolimento della passione; è la passione che amplifica la complicità del riconoscersi in mezzo a una folla, del condividere uno sguardo e comprendersi. Le percentuali corrette dei tre ingredienti non esistono, la formula si adatta ai tempi e alle circostanze dell'amore. MA, nessuna delle tre componenti può mancare del tutto!

Regola numero 4: la coppia vive e si muove all'interno di più ampi sistemi, che interferiscono e modificano la relazione. Le coppie che non godono del sostegno delle famiglie d'origine, che vivono con difficoltà l'impegno lavorativo, che sono socialmente isolate, che subiscono eventi imprevisti o prevedibili ai quali non sanno adattarsi in maniera flessibile e armoniosa, difficilmente potranno mantenere l'equilibrio che ne garantisce la durata nel tempo e la qualità del rapporto.

Cosa ne pensate? Certamente non è tutto, ne parleremo ancora, svilupperemo meglio i temi che abbiamo accennato, tratteremo anche di figli, di genitori, di parole, di famiglie sane e meno sane.

Per adesso vi lascio con queste riflessioni e con la convinzione che l'amore, la relazione, abbia le stesse caratteristiche dei "Lavori In Corso: ci scusiamo per i disagi, stiamo lavorando per NOI!"

A presto!

Maria Cristina



  • 0
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

  (0)   Commenti