Giochi in famiglia, per ridere e per pensare

Giochi in famiglia, per ridere e per pensare

Un gioco per capire e rendere la vita meno faticosa

Chi di voi ha provato a sperimentare il gioco che ho proposto nell’articolo della scorsa settimana, quello del foglio di carta, avrà probabilmente scoperto, o ne avrà avuto conferma, che i giochi spesso rispecchiano le reali esperienze di comunicazione e di comportamento che le persone fanno nelle relazioni della vita reale.

Il gioco fa spesso ridere, a volte imbarazza, lo si può ritenere stupido o infantile, e talvolta persino pericoloso. Avete visto il film “Perfetti sconosciuti”? Per la durata di un’intera cena fra coppie di amici intimi, tutti quanti lasciano il cellulare sul tavolo e si impegnano a rendere pubblici ai commensali tutti i messaggi e le telefonate che arriveranno, rispondendo con il viva voce, leggendo a voce alta i testi, mostrando foto e video.

Quello che era iniziato come un gioco, per qualcuno nella certezza che nulla avrebbe potuto turbare gli equilibri relazionali consolidati nel tempo e nella consuetudine, per qualcuno nel timore che invece avrebbe potuto rivelarsi un disastro, termina effettivamente con un terremoto che distrugge ogni convincimento, ogni fiducia, ogni pretesa di intima conoscenza dell’altro.

Si svelano tradimenti beceri e offensivi, si evidenzia la noia di certe relazioni coniugali che è possibile rompere solo attraverso i giochi in chat, si manifestano orientamenti sessuali inaspettati, si scoprono personalità insospettabili e estremamente sgradite. Nulla sarà più come prima, nessuna vita è a prova di sincerità totale. Bellissimo film che fa riflettere e un po’ spaventa …

Oggi però voglio proporvi di fare un gioco di famiglia che riprende il tema della comunicazione disfunzionale, quella che non prevede l’ascolto autentico di ciò che l’altro dice e desidera, ma che rimane centrata sulle nostre aspettative, sulle etichette che diamo agli altri, su come interpretiamo i messaggi in base ai nostri pensieri e alle nostre esperienze di vita e di relazione.

Per fare un esempio concreto, quel modo di comunicare che all’osservazione “Certo che fa proprio caldo, oggi!”, potrebbe rispondere “Ho capito, me lo hai già detto 1000 volte che volevi andare in montagna! Per una volta che mi accontenti e veniamo al mare non mi sembra il caso che tu la faccia pesare in questo modo!”.

Rispondo alla tua comunicazione attraverso il mio schema di riferimento, e spesso sbaglio, e aggredisco, recrimino, oppure faccio cose che, di fatto, non mi hai chiesto, e la vita diventa faticosissima!

Il gioco consiste nel fare un’affermazione, a turno. Tutti gli altri rispondono con una domanda di chiarimento circa il vero significato dell’affermazione stessa. Si può giocare in due, in tre, in quanti si vuole. E ciascuno potrà verificare quali sono gli errori di ascolto e di interpretazione nei quali ricade più sovente o, viceversa, quanta sintonia e quanto ascolto autentico riesca a emergere dalle relazioni.

Giocando in maniera consapevole potemmo scoprire che su determinati argomenti abbiamo una sensibilità dolorante, e che le nostre interpretazioni sono distorte da ciò che è accaduto in passato: “Ti sei tagliata i capelli?”, potrebbe significare, per noi “Sei veramente brutta, stavi meglio prima!”. Oppure “Non dobbiamo più comprare la carne da quel macellaio, è dura e poco saporita”, potrebbe risuonarci come “Non ne fai una giusta e non capisci niente!”.

Potremmo accorgerci che siamo maggiormente in armonia con lo stile comunicativo di qualcuno in particolare, che comprendiamo con leggerezza e facilità cosa ci sta davvero dicendo e cosa desidera, che non abbiamo riserve mentali nei suoi confronti e nemmeno aspettative. Per esempio, l’affermazione di nostra figlia “Non vado alla festa di sabato sera”, probabilmente sottintende almeno una di queste spiegazioni alternative: “Stai dicendo che non ti hanno invitata?”, “Stai dicendo che pensi di non divertirti?”, “Stai dicendo che hai di meglio da fare?”, “Stai dicendo che hai difficoltà di qualche tipo ad andarci, soldi, passaggi …”, “Stai dicendo che la festa è stata annullata?”, e così via.

Il gioco sta proprio nel presentare a turno, alla persona che sta comunicando il proprio pensiero in quel momento, un nostro tentativo di comprensione del messaggio. Il giocatore di turno deve semplicemente rispondere con un SI’ o con un NO. Vince il gioco il primo che ottiene un certo numero di SI’, decidetelo voi.

Quindi si cambia comunicatore.

Bene, volevo chiudere dicendovi che il primo giorno di primavera mi mette sempre allegria …

“Stai dicendo che oggi è il primo giorno di primavera?” SI’!
“Stai dicendo che ti piace la stagione primaverile?” SI’!
“Intendi che oggi sei contenta senza motivo?” SI’!
“Intendi che non ti piace l’inverno?” NO!
“Stai affermando che nelle altre stagioni sei triste?” NO!
“Lo dici perché vuoi chiudere l’articolo augurandoti che sia per tutti una buona primavera piena di allegria, serenità e speranza? SI’, assolutamente SI’!

Vi abbraccio

Cristina


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