Autostima di famiglia, legami che ci mettono le ali

Autostima di famiglia, legami che ci mettono le ali

Definizione ed origini dell'autostima

Autostima è un termine iper-utilizzato, abusato, quasi. Di qualunque individuo che sia timido, titubante, accondiscendente, riservato, di poco successo e poca determinazione, si dice che manchi di autostima. E viceversa, la nostra società superficiale, travolgente, dedita all’obiettivo realizzato, alla visibilità e al comando, attribuisce un’autostima alta a chi si comporta coerentemente con i suoi frenetici valori.

L’autostima è lo sguardo che rivolgiamo a noi stessi, è la valutazione che diamo di noi, della nostra persona, della nostra vita. E come qualsiasi giudizio, positivo o negativo, anche l’autostima è soggettiva, è spesso non realistica, è influenzata dal passato, dalle esperienze che facciamo di successo e di insuccesso, dai rimandi che il mondo ci offre quotidianamente, persino dallo stato d’animo con il quale ci siamo svegliati!

La famiglia è certamente il primo contesto dentro al quale la persona inizia a sviluppare e a consolidare la propria stima di sé: genitori che ci hanno amato e accettato incondizionatamente, che ci hanno proposto sfide e compiti commisurati alle nostre età e alle nostre possibilità, che ci hanno incoraggiato e sostenuto, che ci hanno criticato e ripreso nei comportamenti senza tuttavia offenderci come persone, con rispetto e amore …, ecco, questi genitori hanno creato la cornice e i presupposti perché la nostra autostima fosse positiva e abbastanza costante nel tempo e rispetto agli eventi della vita.

Quello che spesso non consideriamo è che non solo il singolo individuo, ma anche la famiglia come insieme di persone, ha una propria autostima, una propria idea di sé, una propria immagine che mostra agli altri, e che tutti i componenti della famiglia, alcuni solo fino a un certo punto e alcuni a volte per sempre, rimangono coinvolti in questa atmosfera, si sentono appartenenti e simili tra loro, leali e solidali.Facciamo qualche esempio: avete mai pronunciato o ascoltato frasi come “Noi non siamo certo persone che si perdono d’animo!”, oppure “Siamo gente che non deve chiedere niente a nessuno!”, o ancora “Tutti i maschi della nostra famiglia sono professionisti seri e rispettati”, e anche “Abbiamo sempre portato avanti l’azienda di famiglia senza fantasticare su altri lavori possibili”, e infine “Le donne della nostra famiglia hanno sempre sofferto di nervi”? Frasi che generalizzano, affermazioni che mettono un’etichetta e definiscono un’immagine famigliare di un certo tipo, uno stile di famiglia al quale fin da bambini tendiamo a credere e a adeguarci?Ecco, credo sia abbastanza evidente da questi pochi esempi che un individuo appartenente a una delle immaginarie famiglie sopra citate, che si perdesse d’animo, o avesse bisogno di chiedere aiuto, o sentisse la vocazione e il richiamo, per esempio, dell’arte, vivrebbe dentro di sé un senso di inadeguatezza, di diversità, quasi di tradimento, e molto probabilmente anche  una serie di difficoltà relazionali nel convincere la propria famiglia ad accettare la sua “diversità”.

Autostima di famiglia, quindi, come un collante, un sentimento che pervade tutto l’ambiente famigliare e genera comportamenti, pensieri ed emozioni particolari. E se per fortuna, per ereditarietà, per educazione, per impegno e volontà l’autostima è buona, gli effetti positivi si possono facilmente vedere. Le famiglie con una buona stima di sé non si aspettano di essere imbrogliate, calpestate, ingannate dagli altri; al contrario sono aperte e disponibili, incoraggiano i propri componenti alla fiducia e alla cooperazione, sono ospitali e socialmente attive. Non parlano male degli altri, non giudicano e non hanno paura.

Di conseguenza si sentono ricche, lievi e inserite nel mondo, sanno dare e chiedere aiuto, e anche le relazioni al loro interno ne risultano piene, empatiche, accettanti, rispettose. E quando qualcosa non va, quando si sentono giù, l’autostima positiva consente loro di non cedere alla disperazione. La comunicazione e i confini di rispetto che si sono dati al loro interno, le regole che seguono e i valori in cui credono, rappresentano una base sicura alla quale fare riferimento nelle crisi e nei cambiamenti.

OK, sembra facile … ma cosa fare quando le famiglie d’origine dalle quali proveniamo, le storie loro e dei loro componenti, gli eventi della loro vita, i contesti nei quali sono vissute, sono sfavorevoli, difficili, pieni di difficoltà e di sofferenza? Come garantire a noi stessi e alla nostra famiglia, oggi, un’immagine forte, solare, fiduciosa e vincente? L’autostima certamente ha delle basi solide che risiedono nell’amore dei genitori, ma è anche vero che possiamo sempre lavorare, anche oggi, da adulti, per ri-costruirla, migliorarla, per trovare ambiti particolari entro i quali sentirci speciali, per noi stessi, per la nostra coppia, per i figli che saranno a loro volta adulti e parte della società futura.

Vedremo, nel prossimo articolo, alcuni suggerimenti per incrementare l’autostima della nostra famiglia, e vi racconterò anche di un film bellissimo che parla di come sia difficile vivere i cambiamenti della vita della famiglia in maniera flessibile, modificando i vecchi schemi, dando a tutti i membri la possibilità di crescere e di diventare quello che si è davvero.

Perché il NOI, il legame di appartenenza alla nostra famiglia che spesso è rigido e vincolante, diventi solo un NOI di sostegno, di rifugio, di amore, di base sicura alla quale tornare per rinforzarsi, per elaborare le esperienze e dalla quale spiccare il volo.

Vi abbraccio

cristina


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