QUANTO DURA UN MINUTO?

QUANTO DURA UN MINUTO?

Ecco la risposta alla domanda

Kant definiva “categorie a priori” sia il tempo sia lo spazio: sono innate all’interno della coscienza umana e per questo è impossibile non farne esperienza una volta nati come esseri umani. Einstein ha rivelato la loro natura relativa, vale a dire che la loro percezione è ben lungi dall’essere uguale per tutti. Ma quanto dura un minuto? Che cos’è un orologio?

Se ci pensiamo bene, l’orologio infondo è semplicemente una convenzione su cui ci siamo messi d’accordo. Un domani il tempo potrebbe essere conteggiato diversamente, allo stesso modo di come le civiltà nate prima di Cristo non si definivano certo “Avanti Cristo”.

La lancetta percorre tratti regolari caratterizzati da movimenti regolari, eppure dieci minuti trascorsi ad attendere i soccorsi, a seguito di un incidente, sono molto più lunghi di dieci minuti di giostra dopo 2 ore di coda.

A scuola abbiamo imparato che la velocità (v) è uguale al rapporto tra lo spazio (s) e il tempo (t):

v = s/tquindi

t = s/vIl tempo corrisponde allo spazio diviso la velocità. Lo spazio percorso dalla lancetta dei secondi non avrebbe senso se la lancetta avesse velocità diverse: farebbe sempre un giro ma ognuno di essi non sarebbe uguale agli altri: avremmo giri completi da 60 secondi, da 52 secondi, da 85 secondi… e scolare la pasta al dente diventerebbe davvero difficile! Tutto sarebbe un problema se non avessimo un’unità di misura.

Stesso discorso vale per lo spazio. Dapprima si prese come riferimento il meridiano terrestre, poi venne creato un campione in platino della misura di 1 metro, finché alla Conferenza Generale di Pesi e Misure del 1983 venne ridefinito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in una data frazione infinitesimale di secondo. Teniamo presente che i raggi del sole, che viaggiano alla velocità della luce, impiegano circa 8 secondi a raggiungere il pianeta Terra dal Sole. Fate due conti su quanto pochissimo tempo impiega a percorrere un metro.

Se

s = t/vallora il nostro orologio può ritornarci ancora utile per fare degli esempi semplici e significativi.

Prima abbiamo preso in considerazione una sorta di “lancetta impazzita” che si muove in senso orario a singhiozzo, con velocità imprevedibili e sempre diverse. Immaginiamo adesso che la nostra lancetta torni a scorrere come noi l’abbiamo sempre vista e sentita. 

Chiudiamo gli occhi e sentiamo la cadenza regolare: tic-tac-tic-tac.

Apriamo gli occhi e pensiamo abbia fatto un giro ma stavolta a cambiare sono i sessanta trattini: invece di essere tutti a distanza regolare, sono ogni volta distanziati diversamente. In questo caso ogni sessanta secondi avremmo giri sempre diversi gli uni dagli altri: alle volte un giro e mezzo, altre mezzo giro, altre un giro e un quarto… e la nostra pasta al dente potremmo ritrovarla scotta!

La risposta alla domanda

“Quanto dura un minuto?”
è

“Dipende”.

Dipende da come stai. Dipende dallo stato interiore in cui ti trovi. E’ un incontro a metà strada dove la stessa frazione di tempo alle volte è tanto, alle volte è poco.

Tendenzialmente, quando soffriamo e stiamo male, il nostro stato vitale si abbassa e il tempo si dilata e pare non passare mai. Quando siamo felici ed euforici, invece, il tempo scorre in fretta e sembra non bastarci e vorremmo fare subito un altro giro di giostra.

Non importa avere più tempo.

Importa spendere al meglio quello che abbiamo creando valore, adesso e ovunque ci si trovi.

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Mental coach: corsi di formazione e consulente. Ricercatore indipendente. Buddista SGI. Laureato in Scienze Politiche. Sede ad Alassio (SV)

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