IL PADRE DELL'IPNOSI: MILTON ERICKSON - parte I

IL PADRE DELL'IPNOSI: MILTON ERICKSON - parte I

SCOPRIAMO L'AFFASCINANTE MONDO DELL'INCONSCIO ATTRAVERSO L'IPNOSI. I PARTE DEDICATA ALLA RELAZIONE TRA TERAPEUTA E PAZIENTE

Milton Erickson è considerato uno fra i principali esponenti dell’ipnosi medica e ha iniziato a scrivere articoli sin dal 1920. Più di altri è riuscito a dimostrare le enormi potenzialità che questa tecnica offre come strumento di esplorazione dell’inconscio umano, volto ad avvicinare il modello del mondo dell’ipnotista a quello del paziente come punto di partenza del suo lavoro. L’ipnotista infatti deve limitare al massimo i condizionamenti “forzati”.

Lo scopo non è quello di portare il paziente dove l’ipnotista ha deciso a priori, bensì lasciarsi condurre dal paziente dandogli però gli indizi e le tracce che lo possono aiutare da solo ad auto-scoprirsi lungo il viaggio verso la profondità della mente.

Il comportamento e la personalità del paziente non sono qualcosa da stravolgere, bensì lo spazio entro cui il terapeuta deve imparare a muoversi. Servono comprensione, flessibilità mentale e visione d’insieme per comprenderne la totalità dei suoi programmi mentali e schemi comportamentali, tali per cui nella mente si crea una relazione fra le varie esperienze fatte e i significati derivanti.
Erickson ha costantemente esortato anche medici e dentisti ad affinare la loro personale sensibilità. Questo può voler dire anche insegnare al paziente come sviluppare nuove rappresentazioni interiori e immagini utili allo scopo, sostituendo quelle poco funzionali precedenti.

Ecco l’astuzia grazie a cui Kristina, figlia di Erickson, riusciva a tranquillizzare i pazienti e aggirare la loro parte di inconscio che non voleva collaborare.

““Qualsiasi paziente ha il diritto di non permettere che lo si sottoponga a un esame rettale e erniario, e molti pazienti non lo permettono.

Ma quando arriva il momento in cui devo fare quell’esame ai miei pazienti, dico loro, con molta comprensione, che so benissimo che sono stufi di essere scrutati negli occhi, rovistati nelle orecchie e nel naso, punzecchiati e picchiati qua e là, ma che, non appena avrò completato gli esami rettale ed erniario, potranno dirmi: “Arrivederci”.


E loro aspettano sempre pazientemente di dirmi quell’"arrivederci.”



Aldous Huxley, famoso scrittore britannico e autore dell’opera “Il Mondo Nuovo”, fu una delle più famose e principali “cavie” di Erickson: insieme decisero di fare un’indagine pioneristica volta a scoprire i vari stati di coscienza. Lo stato di Riflessione Profonda di Huxley si avvicinava a uno stato di concentrazione profonda ed estremamente intensa, in cui dissociazione dalla realtà e reazione a stimoli esterni andavano di pari passo.Viene mantenuta la capacità di reazione (ad esempio a segnali ben precisi quali suoni) nonostante l'avvicinarsi a stati di coscienza più vicini all'onirico che alla stato cosciente. Diverse volte Erickson si serve di motivi musicali per indurre la trance.
La fantasia guidata resta una delle tecniche più valide usate per aiutare il cliente a modificare il proprio modello del mondo e consiste nell'invitarlo a chiudere gli occhi per poi stimolarne l'immaginazione in direzione del cambiamento desiderato.La capacità d'incidere nel potere creativo della mente è questione di sensibilità e tecnica.


  • 0
  • 0
  • 2
  • 0
  • 4

  (0)   Commenti


Mental coach: corsi di formazione e consulente. Ricercatore indipendente. Buddista SGI. Laureato in Scienze Politiche. Sede ad Alassio (SV)

Vedi tutti gli articoli di Matteo Miniaci

Blogger Verificato