IL CANDIDATO

IL CANDIDATO

Cosa è il Coaching politico

Partecipare ad una competizione elettorale come candidato è un’esperienza di quelle che lasciano il segno.

Sono degni di lode tutti coloro che hanno il coraggio di mettersi in gioco poiché oltrepassare la linea che separa l’elettorato attivo (chi vota)  da quello passivo (chi si propone) non è cosa da nulla. Molti quel coraggio non ce l’hanno, non lo trovano. Chi perché ha troppo da perdere, chi perché è troppo timido, chi perché va già bene se mi preoccupo del mio orticello, figuriamoci del mondo…

Avere il coraggio di dare un volto alle proprie idee è un’azione nobile e degna di lode. Come ogni cosa, poi, ce chi la fa bene e chi la fa male.

Il Coaching politico per candidati è la palestra d’allenamento grazie a cui chi si candidata ha la possibilità di misurare le proprie capacità e migliorarle. Troppo spesso, infatti,  i candidati si ritrovano abbandonati a se stessi, all’interno di liste in cui la capacità di fare squadra deve anche fare i conti con la concorrenza interna.

Adattarsi alle capacità interpretative dell’interlocutore, aumentare la personale flessibilità di pensiero, riconoscere i segnali del corpo, preparare gli interventi in modo chiaro e comprensibili da parte di tutti, saper come rispondere ad ogni sorta di obiezione o uditorio, sono solo alcuni degli aspetti approfonditi e trasmessi.

I miglioramenti sono sia in termini assoluti, sia relativi:

  • ASSOLUTI: rispetto a se stessi. Si imparano tecniche e si sviluppano capacità d’osservazione che prima non si conoscevano o padroneggiavano, mentre adesso è possibile usarle in tutte le circostanze. E’ come un nuovo paio di occhiali che ti permette di osservare meglio quello che sta accadendo intorno a te.
  • RELATIVI: rispetto agli altri candidati i quali, non avendo fatto coaching, non hanno a disposizione gli strumenti che ora voi invece avete.

Non è sufficiente limitarsi a occupare il territorio di interventi pubblici e incontri come fossero “carri armatini” da distribuire su di un Risiko. Quello è il punto di partenza. Molte liste civiche restano lì, non sapendo andare oltre.

L’obiettivo è il consenso e la mente umana sa ben riconoscere ciò che piace da ciò che non convince. Non c’è niente di più fastidioso di chi prova a strapparti il voto senza aver creato prima alcuna sorta di relazione. Per qualche mese ti salutano anche a 70 metri di distanza. Il giorno dopo il risultato torni ad essere lo sconosciuto qualunque…

Creare empatia è spontaneo e naturale. Anche dire o fare la cosa sbagliata è un attimo. Per questo non bisogna accontentarsi, bensì approfondire e appropriarsi delle conoscenze che, in campagna elettorale, ci rendono più credibili e fanno la differenza tra voto/non voto, tra voto senza preferenza e voto con la nostra preferenza.

La politica è la gestione della cosa pubblica. Riguarda tutti. Non possiamo permetterci che qualcuno non ci capisca.


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Mental coach: corsi di formazione e consulente. Ricercatore indipendente. Buddista SGI. Laureato in Scienze Politiche. Sede ad Alassio (SV)

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