Silicone Alimentare

Silicone Alimentare

Tutto ciò che dovete sapere sugli stampi in silicone alimentare

1. Stampi in silicone alimentare

Dopo il grande successo avuto tra i pasticceri e gli chef di tutto il mondo, gli stampi in silicone alimentare sono entrati in modo prepotente anche nella nostra cucina.
Rappresentano uno strumento veramente innovativo; oltre ad essere molto comodi e flessibili, li troviamo in tutte le forme e i colori.
Sono molto più economici delle teglie usa-e-getta e molto più pratici delle tortiere e stampi in metallo.
Non necessitano di essere imburrati, quindi permettono di ridurre il contenuto di grassi non strettamente collegati alla realizzazione della ricetta.
Il prodotto cuoce più in fretta e in modo più omogeneo.
Permettono di creare torte, biscotti, dolci o budini dalla forma perfetta, anche grazie alla loro intrinseca antiaderenza e flessibilità.
Sono facilmente lavabili in lavastoviglie e, per l’unto resistente, basta farli bollire per una decina di minuti in acqua.
Possono passare direttamente dal freezer al forno: resistono, infatti, da -40° a +260° C. Sono adatti sia per il forno ventilato che per quello a convenzione. Non possono andare direttamente a contatto con il fuoco o fonti di calore dirette. Vanno bene anche nel microonde, eccetto quelli dotati della funzione ”crisp” che va opportunamente evitata.
Mai usarli con utensili taglienti o appuntiti: si possono danneggiare in modo irreparabile.

3. Sicurezza del silicone alimentare

Nel 2007 la rivista Altroconsumo aveva segnalato in un test il rischio di migrazione di sostanze potenzialmente nocive dal materiale agli alimenti.
Gli stampi di ultima generazione sono interamente realizzati in silicone alimentare, ottenuto con catalizzatore platinico, al posto di quello perossidico usato in passato. Si tratta dello stesso materiale usato in campo medico: sono quindi assolutamente sicuri e perfettamente conformi alle leggi internazionali. In particolare, per essere commercializzati i prodotti devono rispettare i regolamenti e le direttive imposte dal EFSA (European Food Safety) e del COE (Council of Europe).
Il rischio di migrazione è praticamente nullo, ma bisogna avere l’accortezza di lavare bene il prodotto prima del primo utilizzo (meglio in lavastoviglie) per eliminare residui rimasti durante la lavorazione industriale. Secondo alcuni sarebbe consigliabile fare una prima cottura imburrando lo stampo e riempiendolo di un impasto a base di farina o pane bagnato, da gettare dopo una cottura media di 15 minuti a 200° C.
Consiglio vivamente di non comprare stampi di origine poco chiara, anche se questo comporta sicuramente una maggior esborso di denaro: la salute non ha prezzo!

Buona cucina a tutti!

Davide Mantero

www.fratellibertone.it

P.S. Se siete arrivati a leggere fino a qui, lasciate una reazione al mio articolo: il vostro giudizio è molto importante!

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Laureato in Giurisprudenza, ceramista, pittore e scrittore per passione. È un esperto di attrezzature professionali per la cucina.

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