Ragazzi Speciali: DSA, Scuola ed Esami di Stato

Ragazzi Speciali: DSA, Scuola ed Esami di Stato

DSA e BES... chi conosce il significato di queste sigle, sa come la Scuola italiana sia impreparata sull'argomento!

Questa settimana non vi parlerò di cucina, ma di scuola. Mia figlia ha da poco affrontato l'esame di terza media e ho avuto la prova che la scuola italiana ha ancora delle gravi lacune! In questi anni è stata approvata una legge, la n.170/2010, per riconoscere agli alunni affetti da Disturbi Specifici dell'Apprendimento una serie di diritti per poter essere messi alla pari con i loro coetanei. I DSA sono la dislessia, la discalculia, il disturbo specifico della compitazione, la disortografia e la disgrafia. Si intendono, quindi, dei disturbi nell'apprendimento in alcune abilità specifiche legate alle attività che servono alla trasmissione della cultura. I disturbi specifici di apprendimento si verificano in soggetti che hanno un'intelligenza, caratteristiche fisiche e mentali nella norma, ma che hanno un diverso modo di apprendere. Detto in parole semplici questi alunni si approcciano alla lettura, al calcolo o alla scrittura in modo alternativo. Seguendo il percorso standardizzato di apprendimento proposto dalla scuola hanno difficoltà a seguire il ritmo degli altri e, pur eccellendo in alcune materie, non possono raggiungere gli stessi risultati in altre. La scuola ha l'obbligo di valorizzare le loro doti e di aiutarli nelle aree in cui fanno più fatica. Questo a parole... nei fatti tutto quello previsto dalla legge funziona solo durante il regolare anno scolastico. Con l'uso di un tablet, di tabelle e schemi da mettere a disposizione dell'alunno durante le prove e con pochi altri accorgimenti che variano da caso a caso il percorso scolastico torna lineare, soddisfacente non solo per lo studente, ma anche per la famiglia e il corpo docente. La sorpresa, ahimè, arriva alla fine! Preparatevi genitori di figli con DSA, il «conto» arriva tutto assieme! Al momento dell'esame dovrete scegliere se vostro figlio venga etichettato come disabile (*) o costretto a fare l'esame senza nessuno strumento dispensativo e valutato in modo oggettivo dimenticandosi completamene delle sue difficoltà! Benché il Decreto del Presidente della Repubblica n.122/2009 all'articolo 10 sancisca il diritto per gli studenti con DSA a una valutazione soggettiva e ribadisca la possibilità di utilizzare strumenti compensativi e dispensativi anche durante le prove d'esame senza che di ciò si faccia menzione nel diploma finale, le circolari del ministero, ad esempio la Nota 3 giugno 2014, MIURAOODGOS Prot.n.3587, sono molto più stringenti, fino a limitare le misure dispensative solo alla prova scritta in lingua inglese e in casi molto specifici. In parole più semplici, sarete costretti a scegliere se mantenere gli «aiuti» ricevuti fino ad allora, ma con una segnalazione ben evidente sul diploma, o rinunciarvi e far svolgere a vostro figlio lo stesso identico esame degli altri. In questo modo, invece di essere messi alla pari degli altri, inizierà un terribile percorso ad ostacoli in cui tutte le sue difficoltà verranno esaltate, in una specie di meccanismo cinico e perverso che penalizzerà in modo pesante gli scritti. Non fidatevi delle promesse e delle rassicurazioni che vi faranno gli insegnanti: i voti degli scritti peseranno eccome! A meno che non abbiate la fortuna di avere a che fare con professori illuminati, coraggiosi e determinati a valutare vostro figlio per le sue vere qualità e non per i suoi demeriti incolpevoli, le vostre aspettative sull'esito finale saranno disattese! Come spesso accade verrà promosso con voti appena sufficienti, appiattendo tutte le sue qualità, mortificando i suoi sforzi, spesso superiori agli altri. Che tristezza! Eppure basterebbe che la scuola rispettasse gli impegni assunti durante l'anno scolastico, dando per esempio un valore diverso agli scritti o privilegiando il voto dell'esame orale. Sarebbe sufficiente che venisse valutato in modo soggettivo, come meritano, per altro, di essere considerate tutte le persone! Dobbiamo dire basta a questa scuola che soffoca le capacità personali, che tollera le discriminazioni e non mette al centro l'individuo, la sua realizzazione sociale e il suo benessere. Ricordatevi che soffocare questi ragazzi, umiliandoli in questo modo cinico e meschino, fa solo del male alla nostra società. Se condividete le mie parole o avete vissuto un'esperienza analoga, fate girare sui social questo articolo in modo che una piccola voce, la mia, si unisca alla vostra e a tutti quelli che credono che la scuola italiana possa essere cambiata... in meglio!

Davide Mantero

(*) Mi spiace aver dovuto usare il termine «disabile» apparentemente in modo negativo, ma non è così, è solo la mera conseguenza dell'applicazione della legge italiana. Avendo due persone gravemente malate in famiglia e riconosciute disabili dalla legge 104 conosco tutte le problematiche legate al caso e ne ho il più profondo rispetto.


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  (3)   Commenti

Amanda Fagiani 11 months ago

I limiti dettati dalla scuola sono infiniti. Rari sono gli insegnanti che Vogliono Guidare delle giovani menti.

chiaraactisalesina 6 months ago

Questo articolo non è corretto. La legge 170/10 e le sue linee guida, tutte le circolari dei miur e quelle invalsi indicano il pdp come documento

chiaraactisalesina 6 months ago

riferimento, quindi le informazioni qui fornite sono ERRATE

Davide Mantero 6 months ago

chiaraactisalesina Mi spiace che non hai capito che cosa volessi dire. Non ho detto che il PDP non viene applicato. Ho solo detto che il Decreto del

Davide Mantero 6 months ago

Presidente della Repubblica indicata sia misure compensative che dispensative. Di fatto durante l'anno scolastico sono state usate entrambe; ma a

Davide Mantero 6 months ago

al momento dell'esame, quelle dispensative Non possono essere utilizzate (vedi circolare) pena la segnalazione sul diploma. Questo NON mi pare gi

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Laureato in Giurisprudenza, ceramista, pittore e scrittore per passione. È un esperto di attrezzature professionali per la cucina.

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