Lo stile vintage al bancone del bar: il Moscow Mule

Lo stile vintage al bancone del bar: il Moscow Mule

La ricerca di un finto effetto «used» ha portato con sé la riscoperta di prodotti e materiali dallo stile rétro e dal gusto old fashion.

La scorsa settimana parlandovi dei portamenu ho sottolineato come lo stile vintage si stia imponendo sempre di più nel mondo Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café), modificando non solo l’aspetto esteriore dei locali, ma anche il tipo di offerta proposta al cliente. La ricerca di un finto effetto «used» ha portato con sé la riscoperta di prodotti e materiali dallo stile rétro e dal gusto old fashion. Ciò è vero soprattutto al bancone del bar, dove barman e bartender utilizzano per il servizio sempre più spesso bicchieri e calice lavorati a taglio o smerigliati tipici degli anni ’70.

Per accompagnarli si usano bottiglie e mini-bottiglie in vetro, sempre lavorate, da utilizzare durante la preparazione dei cocktail.

Al posto dei soliti Boston shaker in vetro e acciaio ecco ritornare di modaagitatori argentati o in ottone, dalle forme arrotondate. Il risultato complessivo è straordinario! Con la giusta atmosfera, creata da un mix di luci e arredamento adeguati, eccoci catapultati nella New York degli anni ’40 o nella mitica Los Angeles degli anni ’70!

Nuovo e antico, moderno e vintage si confondono fino a creare uno stile nuovo, affascinate e tutto da gustare.Per seguire fino in fondo questa tendenza, infatti, sono stati riscoperti e rivalutati cocktail e miscelati dell’epoca: ormai dimenticati o noti solo agli esperti del settore.Uno dei più famosi, inventato nel 1940 in California è il Moscow Mule. Si tratta di un miscelato che fa parte della famiglia dei Buck Cocktail: long drink a base di Ginger Ale o Beer, a cui si aggiunge succo di limone e un distillato che varia a seconda della ricetta. Tra questi il Moscow Mule è ritenuto uno dei cocktail più dissetanti e, grazie al suo tenore alcolico non troppo alto, gli esperti del settore sono pronti a scommettere che la farà da padrone durante il prossimo periodo estivo.

Narra la leggenda che sia nato dall’incontro di due imprenditori americani sull’orlo del fallimento: John G. Martin e Jack Morgan. Il primo aveva acquisito, con scarsissimi risultati, i diritti di distribuzione della vodka Smirnoff per il mercato americano; l’altro, proprietario di un celebre pub di Hollywood, aveva investito con poco successo nella produzione di una nuova linea di Ginger Beer. A loro venne l’idea di combinare i due ingredienti e, con l’aggiunta di una spruzzata di lime, crearono un cocktail strepitoso che «scalcia in gola come un mulo»!
Il Moscow Mule va servito rigorosamente in una tazza di rame, ma, all’occorrenza va bene anche un bicchiere old fashioned in vetro.

La preparazione è semplice:
 si colma il boccale in rame di ghiaccio, si versa la vodka, si aggiunge il lime spremuto al momento e si completa con la Ginger Beer. Dopo aver mescolato si guarnisce con una fetta di lime.


Dosi
:

  • vodka (4,5/5 cl)
  • ghiaccio a cubetti q.b.
  • Ginger Beer (12/20 cl) in alternativa Ginger Ale e 1/2 cm di zenzero tritato.
  • Lime appena spremuto (0,5/1,5 cl) e uno spicchio per guarnire il cocktail.

Anche se in passato veniva aggiunta alla ricetta una fettina di cetriolo fresco questa non è prevista nella ricetta originale. Deriva da un errore storico dovuto al fatto che in Russia la vodka veniva servita accompagnata con dei cetrioli in salamoia: da qui la convinzione che detto vegetale completasse la miscela di questo Buck Cocktail. Il Moscow Mule va accompagnato con finger food e aperitivi a base di pesce, carni bianche, cibi piccanti e salumi. Mi raccomando: non eccedete con i cocktail! I calci del mulo, dopo il secondo bicchiere, si fanno sentire veramente!

Davide Mantero

P.S. Se siete arrivati a leggere fino a qui… non dimenticate di esprimere un commento in fondo all’articolo!


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Laureato in Giurisprudenza, ceramista, pittore e scrittore per passione. È un esperto di attrezzature professionali per la cucina.

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