Non è tutto Oro quel che ...

Non è tutto Oro quel che ...

Lettura interpretativa e irriverente dello storico spot televisivo del profumo J'adore di Dior, con protagonista Charlize Theron

Finalmente ero sola a casa auwn … che sonno ! Mi acciambello come un gatto,(vanno anche fin troppo di moda sui social di recente sti mici) ed eccomi li a russare. Che poi questo tempo concilia i sonnellini, tanto fuori piove e piove … anche se non piovesse … Ma sto divagando ! Insomma ero li che sonnecchiavo ma a un certo punto, con un occhio mezzo aperto mi trovo a guardare verso l’angolo del salone, vedo un qualcosa di molto netto e luminoso. In prospettiva, la cucina di casa mia si vede di scorcio dalla posizione del sofà, sto baluginare caldo mi fa sobbalzare. In realtà è più un riflesso da stress, guardingo, di cui soffro da un po’. Beh per farla breve sobbalzo e alla fine era solo il fornello acceso … d’altronde il mio fratellone palestrato si prepara uno dei suoi sei pasti giornalieri. Bene dalla fiammella del fornello, lo scorcio e tutto il resto ecco che ascolto un jingle provenire dalla tv dei vicini e inizio a pensare. In effetti come pittrice amo molto i colori e ce n’è uno che è così come dire, divino é l’Oro j’adore ! Beh, a questo punto credo che abbiate capito di quale spot fosse la canzonetta ed è di questo che oggi tratto, per inaugurare questo caliente Angolo Rosso. Da diverso tempo m’interrogo sulla validità degli spot in tv. Fino a qualche anno fa ci si poteva imbattere in dei prodotti qualitativamente alti, dei veri e propri film ad alto livello in pochi minuti, esempi eccelsi di qualità grafica e progettuale. Colonne sonore memorabili, diventate dei classici intramontabili nella memoria di ognuno che ti bastano quelle due o tre note e subito associ al prodotto. Adesso spesso il problema è che lo stacchetto musicale lo associ al tormentone di turno, oppure si, allo spot spesso sconclusionato di cui assolutamente non conosci il prodotto che pubblicizza e spesso manco cogli il senso. Insomma devi vederlo e rivederlo con massima concentrazione per capire di cosa si sta parlando e vi assicuro, non si tratta di Ermetismo, parola di esperta J ehehheeh. Quindi accingiamoci a descrivere la “reclame” da cui parte la nostra disquisizione; la famosa attrice ti passa per il mega salone degli specchi barocco stile Versailles con un giacchetto corto sulle spalle e un abito da sera oro lungo con lo strascico e gli spacchi che sembra di seta mentre di sopra il corpetto smanicato è rivestito a placche . La fa da padrone il ticchettio degli stiletti sul marmo del pavimento. Lei incede ci guarda e ci invoglia a fare come lei;  guardare avanti guardare oltre …  Il passato é patinato ma che il “bello” è ciò che deve ancora accadere ! 

A questo punto si trova di fronte una fascia elastica che scende dal soffitto , sulla quale si arrampica e si libera delle scarpe e della collana di perle, ( entrambi oro come il vestito), elevandosi verso la cupola che la porta sul tetto dell’edificio, di fronte a lei, nella notte si elevano i grattacieli dorati anch’essi come tutto il resto. Ora, a parte che l’Oro ci piace ma non sarà troppo ?! Ehehehehe e poi andiamo ad analizzare il senso della questione. Sto leitmotiv dell’andare avanti come se nessuno ne avesse più voglia ! E debba essere scontatamente così ! Premesso che io sono gelosa dell’autorialità anche dei miei malesseri, ma dico te, cara Charlize ma a chi vuoi darla a bere ?! Vedendo bene sto spot si evincono dettagli intriganti, ad esempio si potrebbe supporre che la protagonista finisca con l’uscire da una serata di gala tutta sola e speri in serate migliori! Pure qui pero la buttiamo sempre sul voler attirare l’attenzione di chi si immedesima con la perenne isolata protagonista, dell’eterno film adolescenziale. Sta società dovrà pur comunicare se si chiama tale ?! Insomma l’aver replicato all’infinito sto spot non mi sembra una grande trovata. Soprattutto pensando che nel tempo si è privata la consequenzialità con il precedente in cui apparivano le Dive del passato. Simbolicamente parlando la questione si diparte in modo classico. La protagonista emerge passando da sotto un arco o Portale prefigurandoci cambiamento, nascita o rinascita. Percorre quindi un corridoio in prospettiva, la Storia, (di lei del mondo o chi lo sa? ). Si arrampica quindi Ascende e si libera dei beni materiali ? No di certo ! Sarebbe controproducente alla funzione del prodotto. Quindi via scarpe e collana... ma non il vestito ! Si priva sicuramente del dolore dei decolté e la “catena”m le Perle sono lacrime.  Manca tuttavia un marker forte, quello che fa la differenza ovvero, l’evoluzione del personaggio nel contesto . In parole semplici, a mio avviso sarebbe stato molto più interessante vedere un cambiamento maggiore dell’abito nel video, visto che dopotutto prima ancora che pubblicizzare un profumo stiamo parlando di un famosa casa di Moda. Magari partire con un taglio classico e poi vedere la protagonista liberarsi come di un guscio ingombrante ed apparire con un mega vestito da urlo e futuristico ma … forse sono io troppo esigente ! In ultima analisi troppo Oro, tonalità troppo gialla e un abito che come nelle precedenti edizioni vuole riprendere la forma del flacone del profumo in questione. Tuttavia a parte sto lungo strascico ci risulta poco credibile, molto luccichio che fa tanto cubista. Quindi brava Charlize Theron, meno Dior !


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