“Il capitolo della Finestra” o “Sul Bianco” 2002/2003

“Il capitolo della Finestra” o “Sul Bianco” 2002/2003

Buongiorno cari lettori e lettrici, mi faccio perdonare per la latitanza d’Agosto !

Oggi è il primo di Settembre, troviamo nella data odierna la ripetizione del primo numero primo, 1 e la ripetizione del secondo e Sacro numero primo 3 per se stesso moltiplicato. Elogiamo questo giorno che come tutti gli altri merita di essere speciale, “esegendo” nel numero sacro maschile il ricordo del primo periodo della mia esistenza terrena. Narrato in brevi righe narra nel mio  Ermetismo-Sensista , la percezione, sia fisico sensoriale che puramente mentale inerente l’abbandono della casa natia. “Il capitolo della Finestra o Sul bianco” s’inserisce nel mio testamento intellettuale o libro Mondo “Alice nel Mondo o in Worlderland”,a tutt’oggi inedito. Pur essendo molto gelosa dei miei scritti, in particolare quelli, di quel particolare e ormai lontano periodo. Con piacere approfitto della Coincidenza , dell’esposizione tenutasi il 20 di Agosto qui a Nepi e di cui ho scritto nell’articolo precedente : “In a White sensation”.

Per esporre questo componimento Sinestetico che come gli altri inseriti nel testo, si caratterizza di uno stile unico di scrittura a getto in cui la mano si muove veloce, sotto dettatura di un Ispirazione forte e genuina. Tanto forte e repentina che per non perdere questa induzione alta, la punteggiatura ne viene meno e lascia il posto a un fluire torrenziale di aggettivazioni e neologismi che nascondono spesso significati altri. Figure retoriche, atte a delineare un testo pittorico e musicale che si avvince di una costruzione misteriosa tutta ancora da esplorare. Sperando di fare cosa gradita, lascio al piacere altrui di leggere quest’Indefinibile che pur essendo un estratto, trova compimento nella sua tematica liberamente espressa. Prima di lasciarvi al nostro protagonista di oggi, ricordo che la mia personale versione di Alice s’inserisce nel romanzo originale di Lewis Carroll in modo del tutto naturale e autonomo. Essendone la controparte narrativa Irrazionale e Femminile, in opposizione all’originale non-sense Matematico e Maschile in vero.

Ci sarebbe molto da scrivere ma vi ho annoiati abbastanza …

Il capitolo della finestra
  
Pensieri dal passato 

Osservando dai miei alloggi, la finestra mi accorsi che tre erano i piani della sensibilità;
uno immaginativo, uno sensitivo e uno razionale poi, vi è il nulla, non elencabile che come viandante,
cosparge di polvere le memorie mie.
Quando si compie un’azione… qualsiasi essa sia, seppur di grandi dimensioni;
non la si fa per scopi ne per altri giochi…
non per se stessi ma solo per l’azione di svolgere e di compiere!  
Osservando ancora più attentamente mi accorsi che le loro statiche immagini, erano ormai destinate ad una crudele bidimensionalità che feriva i miei occhi ed il mio amore. 
Eran solo delle esili carte che scorrevano su un tavolo da gioco, gioco il cui esito era definito. Era inutile rimanere nel letto, il risveglio era un attimo perfetto.
Erano lontani i giorni in cui il corpo, dormiente come in uno stato di morte apparente,veniva pervaso dall’animo che evaso tornava come il figliol prodigo al suo ovile…talvolta poi, per non pensarci di schianto.  
La Finestra 
V’era un mondo tutto nuovo dietro quella semplice finestra di legno,bianca come i muri essa era e,spesso il mondo di fisica fattezza si avvolgeva, nelle tende anch’esse bianche che vi erano di fronte.
Bianca era anche la nuova locazione di questo che frenetico si sentiva svanire e per questo portando le mani in alto e facendo crescersi due protuberanze anch’esse bianche, ascoltò il cinguettio degli uccelli non gli importò sapere cosa dicessero. Prese e tornando col pensiero nell’altra locazione ormai lontana, spalancò la finestra che subito fece entrare vento ed uccellini.

Ma, egli fuggì sul  metafisico pino che si trovava di fronte e da li inizio la sua corsa con la vita.  

Alice lette le parole sull’effige trovata all’entrata del mondo, non comprendeva alcuna  connessione con essa ne tanto meno il significato di tali parole …
Poi riprendendo a camminare si rese conto che l’unica cosa che contava era quel colore,
il “ Bianco ”.
Mortuario a volte effimero in altre costante, accecante ricerca dell’infinito sempre presente e della libertà.

Illustrazione prodotta il 19/08/2016 per la “White Sensation” svoltasi a Nepi (VT) 20/08/2016


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