Alla ricerca della buona musica: 7 città da esplorare

Alla ricerca della buona musica: 7 città da esplorare

La mia proposta di oggi non è relativa ad un Paese o ad una città, ma si rivolge a chi (come me) ama vivere una destinazione al ritmo più autentico! Non spaventatevi perciò per la distanza tra le varie città menzionate, ma prendete spunto per una serata musicale, qualora vi trovaste a soggiornarvi.

Buenos Aires
Argentina, come non associare il suono del “bandoneon” con l’Argentina. Gli amanti del tango, come me, sia coloro che vogliono vivere la Capitale “portena” non potranno che visitare uno dei tanti club di tango dove si perpetua l’eredità musicale di musicisti leggendari come Carlos Gardel. Di questi club ce ne sono moltissimi per turisti e non: uno per tutti il prestigioso Café Tortoni con la famosa sala dedicata a “Alfonisina Storni” e un piano a coda che allieta le serate in questo locale che opera da più di un secolo.

Rio de Janeiro 
Brasile, come avrete capito adoro questa città, caratterizzata da due correnti musicali principali: la “bossa nova”, che nasce dai bar e dalle spiagge di Ipanema e Copacabana e la “samba” che trae la sua origine nelle favelas. Nel quartiere di Lapa, fulcro della vita notturna carioca, potrete ballare samba nei locali come per la strada o gustare dell’ottima cachaça ascoltando bossa nova.

Cartagena – Colombia, è proprio in questo tratto di costa caraibica che è nata la cumbia. Tanto nelle strade come sulla spiaggia risuona la cumbia con suoi ritmi africani, improvvisata dal vivo in un’esplosione di “colore” locale da musicisti del quartiere. Ai veri amanti del suono caraibico consiglio però di spingersi fino a La Boquilla (a 15 km da Caragena) e di visitare la scuola “Taller Tambores de Cabildo”. Qui bambini a partire dai quattro anni imparano a suonare i tamburi in una festa emozionante e travolgente.

Città del Messico – Messico, risaliamo il continente americano ed eccoci in una megalopoli che si caratterizza per essere il punto di incontro tra le culture maya, azteca ed europea con una storia musicale estremamente interessante e variegata. Nello “Zocalo”, la piazza storica di Città del Messico, risuonano possenti i tamburi, che richiamano i ritmi ancestrali aztechi, mentre in Piazza Garibaldi si riuniscono i “mariachi” la cui musica si mescola con la cacofonia urbana.

La Havana – Cuba. Quando si parla di quest’isola non è possibile non pensare al suo patrimonio musicale. La musica cubana nasce dalla fusione di ritmi europei con ritmi africani. Ma la musica per i cubani è soprattutto uno stile di vita, che accomapgna tutti i momenti della vita stessa sotto forma di canto, ballo o esecuzione strumentale. A Cuba la musica è un momento di aggregazione e condivisione quasi magica, come il “rito” del fumo del sigaro. Tra i locali che consiglio ci sono La Casa della Musica: una grande sala da ballo molto animata con programma che varia tutte le sere; La Casa della Trova per ascoltare musica tradizionale e il Tropicana il celeberrimo cabaret cubano, ma potrete divertirvi un sacco anche nelle feste tra vicini a cui non è raro essere invitati. Andate con fiducia, ma portate una bottiglia di rum!

Lasciamo l’America e dirigiamoci in Europa per scoprire la musicalità del Portogallo. Lisbona, detta anche città della luce, vanta una vita notturna tra le più vivaci d’Europa. In molti locali è possibile ascoltare il fado, l’espressione più nota della musica portoghese, che ricorda a tratti il flamenco e il tango. Al “Clube de Fado” del chitarrista Mario Pacheco il suo trio di chitarre e cantanti offrono al visitatore una esperienza musicale unica e indimenticabile.

Terminiamo questa rassegna in Spagna a Cadice. Se è vero che il flamenco è più che una lingua, per comprendere le sue radici bisogna assolutamente visitare Cadice. Proprio qui nacque Paco de Lucia virtuoso chitarrista, qui si può visitare la sua casa natale e sempre qui vi consiglio di godervi uno spettacolo musicale accompagnato da un buon bicchiere in uno dei numerosi locali notturni, tra cui suggerisco il Café – Teatro Pay Pay, luogo di ritrovo dei dissidenti all'epoca della dittatura.


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