SOLD OUT PER LA PRIMA AL TEATRO SPAZIO CALVINO DI IMPERIA!

SOLD OUT PER LA PRIMA AL TEATRO SPAZIO CALVINO DI IMPERIA!

Sold out per il RAMAIOLO IN SCENA

Particolare e accattivante nella scenografia è una grande finestra, con tanto di porta finestra, che da su un balcone... dal quale si vede lo scorcio della Grande Mela.

Bella ricerca di spazi realistici.

Quel qualcosa che rende possibile l'impossibile, nell'immaginario di uno spettatore con la sua idea di palco... insomma... un balcone di scena fa la sua figura!

E voilà...

Arriva il Direttore Artistico Eugenio Ripepi che, con solare entusiasmo, da il via alle “danze”.

Le luci si abbassano ed eccoci tutti trasportati nei rumori e nel fastidio di una calda notte d'estate, a New York.

La magia del teatro (quando è buono) è il viaggio... in tutti i sensi. Sei seduto su sedia e improvvisamente ti ritrovi altrove:

Quaranta gradi Celsius all'esterno e solo quattro in casa, a causa del condizionatore rotto.

Le luci dei lampioni riempono la scena di blu.

Trottando dalla camera da letto, un uomo su tuffa tremante sul suo divano.

E' Mel.

Edna, la moglie, lo raggiunge immediatamente... ma più per “quel” dovere che per volontà.

Sono le tre del mattino.

La notte scorre lenta fra le ansie di Mel e i dispetti coi vicini che, disturbati, iniziano a rispondere ripagando con la stessa moneta.

Già si vive quel senso di oppressione che accompagna “il prigioniero”.

Ma da cosa arriva, realmente? Improvvisamente la sua casa è diventata stretta e scomoda? I rumori del traffico si sono accesi in una sola notte?

Mel ha un segreto, che svelerà alla moglie soltanto giorni dopo.

Portare dentro quel peso, fa vivere Mel come un prigioniero nel suo stesso spazio.

Tutto è sollevato da dialoghi ironici e frizzanti tra un lui e una lei, improntanti sulla difficoltà, già solo individuale, di accettare le dinamiche ristrette di un certo vivere: lavorare per pagare l'affitto, le bollette, la spesa, i figli... senza godersi nulla. Il dover mantenere un certo “status simbol” per la società e la famiglia...

Come non riconoscersi in quel “prigioniero”?

La bellezza di questo spettacolo e la bravura della compagnia, sta proprio nell'aver saputo mantenere quell'ironia, quella freschezza che il testo di Neil Simon richiede, comunicando un messaggio importante nel quale ognuno può riconoscersi.

Il messaggio arriva chiaro. Fra le risa... e il pensiero.

Alla coppia, nel secondo atto, si aggiungono i fratelli di Mel.

Giusta e divertente scelta registica, nel presentarli ben sopra le righe, comici, eccentrici e divertenti: Un fratello maggiore con una buona posizione sociale, impegnato a fare i suoi conti e con un'enorme gelosia repressa (che esprime proprio facendo i capricci), nei confronti di Mel, per le attenzioni che ha ricevuto da genitori e sorelle; e le due sorelle... una vedova e una zitella.

Molto equilibrata la ricerca della caratterizzazioni dei personaggi, che aggiunge freschezza alla resa dello spettacolo. Un spettacolo che ti lascia a cuor leggero e contemporaneamente con una “famigliare” condizione, sulla quale fare un pensiero: la privazione della libertà individuale e le sue cause.

Bella spettacolo, bella serata!

Grazie a RAMAIOLO IN SCENA e a Eugenio Ripepi.

Bell'inizio davvero!
Amanda Fagiani.


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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