RECENSIONE DE "LA GABBIA": BELLISSIMO SPETTACOLO AL TEATRO DE L'ATTRITO, A IMPERIA

RECENSIONE DE "LA GABBIA": BELLISSIMO SPETTACOLO AL TEATRO DE L'ATTRITO, A IMPERIA

Con Chiara Giribaldi e Giorgia Brusco

Con piacere varco la soglia di uno spazio che sento un po’ casa mia: il teatro dell’Attrito... che ha ospitato me e la mia compagnia ACT-ArtiColazioniTeatro, varie volte per prove e repliche.

Ad aspettarmi l’amico e collega Renato Donati, che fa gli onori di casa e mi fa accomodare in terza fila! Per mia fortuna si è liberato un posto all’ultimo momento.

Lo spazio è pieno e sono ben felice di questo... sempre di più; nel riscontrare l’interesse degli imperiesi per il teatro e la cultura!Si dice spesso il contrario e ci tengo invece a rinnegare le dicerie, sottolineando l’evidenza: frequento sale, palchi di teatri e ultimamente quasi esclusivamente nella mia città: Imperia.

Ebbene... sale piene!Sarebbe meraviglioso per me, cominciare a muovere una nuova e reale direzione di pensiero nel dire che la gente della mia città ama la cultura e la vive. Io lo riscontro ogni settimana.Mi siedo.

Sono a metà della fila.

Sono in attesa di vedere in scena Chiara Giribaldi e Giorgia Brusco ne “LA GABBIA”.Spettacolo di Gino Brusco.Il palco è allestito con un piccolo tavolo e due sedie, rivolte verso il pubblico.

Ancora qualche minuto di attesa poi, buio.

Rumore fuori scena che ricorda quello di un treno in arrivo.

Luce.Da sinistra entra una donna, con un trolley.

E’ ben vestita, con un grande cappello nero.

L’abito è bianco a fiori rossi e neri; come il suo rossetto, come la sua collana, come la sua pelle olivastra.Tutto di lei fa pensare a qualcuno di facoltoso, appariscente.

Qualcuno che vive con la tranquillità del dio denaro.Si guarda intorno con rassegnazione.

Dalla parte opposta un secondino entra con una detenuta.

Lei.

Ha le catene ai polsi.

Il suo volto è scolpito dalla disillusione. Da un credo pieno di dignità.Silenzio.Rimangono sole.

Silenzio.

Un silenzio che contiene tutto il peso di odio e amore che accomuna i cuori di chi ha troppo in comune nel sentire reciproco, ma non si piega.Non si piega.

Silenzio. Si guardano.

Sono madre e figlia.E’ la madre a rompere quella magia grigia.

Riempie gli spazi con parole da pensieri banali. Parole che lei stessa traduce nella voce, con un certo disagio.

Sono passati undici anni dal loro ultimo incontro. Dal giorno in cui la figlia (ex brigatista) è stata arrestata.Fine anni settanta. Anni delle Brigate Rosse.Il ritmo è incalzante; i toni tesi.

E’ il preludio di un’esplosione: la madre che sceglie di intrattenere la figlia mantenendo quasi per tutto il tempo, un dialogo dai falsi toni borghesi e la figlia che risponde a questo con stilettate di pura amarezza. Di puro rancore. Intima più volte alla madre di andarsene; ma la sua volontà più intima nega il suo dire. Potrebbe andarsene lei. Ma non lo fa.Lei.

Un animale ferito al quale vuoi bene.Per il quale desideri la salvezza.La sua.Da quella gabbia che soffoca, la cui natura è fisica e immateriale.Un’interpretazione toccante.Due bravissime attrici Chiara Giribaldi, nel ruolo della madre e Giorgia Brusco che interpreta la figlia.Ascolto, empatia.

Ritmo e tecnica indiscussa.

Bellissima presenza scenica di entrambe le attrici.

Sensibile regia di Gino Brusco.Un testo, questo di Stefano Massini, amaro e pulitamente diretto a messaggi spigolosi, chiari.Ne sono uscita piena.

La pienezza che riesce a darti una storia raccontata con Verità.

Tornerei a vederlo anche oggi.Tornerò a vederlo sicuramente.


Amanda Fagiani.


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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