PORTE APERTE PER... DARIO BENEDETTO, CON EDOARDO MANI DI FORCIPE

PORTE APERTE PER... DARIO BENEDETTO, CON EDOARDO MANI DI FORCIPE

Recensione de Edoardo Mani di Forcipe

Arrivo a teatro con largo anticipo e, nonostante il mio bel posticino in prima fila, con tanto di scritta “riservato”, pare che stasera di riservati non ce ne siano... perché un gruppo di audaci estroversi, si accaparra i posti dei “riservati addetti ai lavori”... e nonostante il foglio bello evidente, penso che in fondo è solo il drammatico “VIS”: very –italian – style.

Tra il pubblico, a vedere in scena Dario Benedetto ( giunto a Imperia col suo monologo, da Torino) anche Nicola Podestà; Assessore alla Cultura di Imperia. Persona garbata e sapiente, con signorile modo di porsi senza ostentare. Non ha mai mancato uno spettacolo, Nicola!

E qui allo Spazio Calvino, siamo ormai giunti al penultimo appuntamento con il teatro...Mi siedo e attendo guardandomi intorno.

Sul palco troneggia un’asta da microfono.

Poco dopo Eugenio Ripepi presenta la serata e... voilà!

Si comincia!

Mi entusiasma l’idea di uno spettacolo comico, tutto al maschile.

Un ingresso silenzioso e non invadente, quello di Dario Benedetto.Sono seduta tra il pubblico e attendo di vedere la versione “italo-dariobenedettata” di “Edward mani di forbici”, in queste vesti:

EDOARDO MANI DI FORCIPE.

Le luci si abbassano e un solo uomo sul palco.

Un microfono.

La platea si fa subito più intima.

Ho la sensazione di poter entrare in punta di piedi, nel suo micro-grande spazio.Lui, Dario Benedetto è un uomo molto alto.

Un grande uomo sul palco che ha tutta l’intenzione di farci vivere la bellezza di un mondo più delicato, più piccolo, più curato della sola e semplice apparenza.Una voce calda e avvolgente.

Con l’effetto del microfono, tutto questo è paradossalmente reso ancora più profondo.

Un “sottovoce” che resta tale e ti rapisce per quel che è.Per tutta la durata dello spettacolo attendo curiosa il nostro “Edoardo” che, per scelta narrativa (suppongo), arriva a spizzichi e bocconi lasciandoti con la fame... una fame piacevole fatta di quel non detto sensibile.

Poi lui (Edoardo), arriva tutto di corsa, alla fine.

Con una narrazione senza filtro, improvvisamente...

Edoardo è un uomo, che per la società odierna sarebbe invisibile.Ha il cuore di notare le piccole cose... cose che in questo tempo non si trova più lo spazio di guardare, gustare, vivere, sentire.Ringrazio Dario Benedetto per questo viaggio sensibile, accompagnato da sottile ironia.

Lo ringrazio per aver resa pubblica una delle tante intime situazioni, che troppo spesso sono oscurate dalle nostre stesse paure; dal giudizio e consenso.

Quel piccolo grande universo, fatto di sfumature che appartengono a tutti e che in troppi scelgono di non lasciar trasparire nemmeno a loro stessi.

Bello che Dario, questo uomo tanto alto, abbia scelto di farci vivere qualcosa di così preziosamente piccolo.

EDOARDO MANI DI FORCIPE è “il diamante grezzo” che vive Dentro.Non fuori.Non brilla.Esiste.Senza paura.Con la purezza del suo Essere.Non definirei comico lo stile di questo spettacolo, che invece ha il sapore di un bel sorriso.

Si sorride, si sta con Dario... mentre ci trasporta negli episodi della vita, che nessuno ama raccontare. Perché magari imbarazzanti, se raccontati con tenerezza, verità e quella semplicità fanciullesca.

Questo è stato il mio viaggio.Amanda Fagiani


  • 0
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

  (0)   Commenti


L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

Vedi tutti gli articoli di Amanda Fagiani

Blogger Verificato