PORTE APERTE A...

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Recensione de Il Profumo delle rose

Ore 20.58. Lo spettacolo inizierà alle 21.00 ed io sono ancora in auto! Aiuto.

Come sempre, quando hai fretta trovi un qualche gentil signore davanti a te, che pigia sull’acceleratore quanto un bradipo narcolettico.

Per fortuna svolta a destra ed io sfreccio, immaginando già il mio parcheggio recitando il Mantra del “pensa positivo”.

Ok.

Il parcheggio non è proprio come lo immaginavo, ma va bene così! Lo battezzo “parcheggio creativo” e con le falcate che mi posso permettere con le scarpette da “serata”... approdo all’ingresso dello Spazio Calvino, finalmente! Due secondi per ricompormi e... entro!

Mi accoglie Eugenio Ripepi: “Signorina The Bloggest riservato in prima fila!”

Già tutti seduti...

Già tutto pronto per cominciare...

Teatro pieno!

Per la terza volta, Meraviglia!

In scena, al centro, soltanto una sedia rossa, un bastone da passeggio e un cappello con falda, bianco.

Qualche minuto per i saluti sottovoce ed ecco Eugenio che sale sul palco, a presentare lo spettacolo.

Sull’onda temporale tra l’attesa delle luci di sala che si spengono e l’inizio di un “nuovo viaggio”, dalla platea mi sorprende una voce femminile, energica e carismatica.

Lo spettacolo, il viaggio... è già cominciato.

Avanza verso il palco e interagisce con noi. Le luci di sala accese.

Scavalcare, abbattere la “quarta parete” aggiunge Vita.

Forgia uno scambio.

Crea partecipazione.

Ed eccoci tutti rapiti da questa donna, con una bella e avvolgente voce da contralto.

E’ Chiara Giribaldi; colei che stasera ci porterà a sentire ... IL PROFUMO DELLE ROSE.

Padrona degli spazi scenici, con un’ottima metrica ritmica nei movimenti e nel parlato, inizia a narrare di un gruppo di Italiani che, alla fine dell’Ottocento emigrarono negli Stati Uniti in cerca di fortuna.

Tema sensibile negli ultimi tempi...

L’interazione col pubblico è continua e dall’Ottocento, epoca in cui è ambientato il racconto, si passa al presente.

Il perché non ha bisogno di essere manifestato.

E’ delicato e sottile il modo in cui Chiara parla di noi, della nostra società, della nostra “italianità”, in modo critico... ce ne parla con trasporto e ironia, con 
malinconia... ricordando quelli che siamo stati.

Ricordando quei nostri avi che sono emigrati nel Nuovo Mondo... e facendoci dono di un ricordo che appartiene a tutti (il senso di appartenenza... che meraviglioso concetto, per la crescita dell’umanità), ci parla di quando ci spedivamo le lettere e aspettavi impaziente il postino per avere una risposta... mentre oggi se il postino arriva è quasi solo per portarti le bollette da pagare o chissà cos’altro: “...Oggi abbiamo le @mail... i social network... le chat...la comunicazione oggi è molto fast!”Fast... un termine che fa della nostra società evoluta, un popolo di persone che usano inglesismi globalizzati e poi abbreviano scrivendo “cmq” per dire “comunque”, oppure riempiono di citazioni le pagine dei Social Network, perché è “trendy”. Probabilmente però non saprebbero dire chi è Carducci...

Evoluzione o involuzione? Evoluzione fino a punto? Cosa vuol dire evoluzione?

La citazione ad “Amleto” di Shakespeare è meravigliosamente contestualizzata, nel suo Essere... riconoscibile!

“Essere o non Essere?”

Chi è l’essere umano se non può Sentire... e per sentire intendo quel che fa di noi uno straordinario universo di Anime Uniche, che incontrandosi muovono la meraviglia della vita stessa.

Il profumo delle rose è prezioso per chi lo vuole riconoscere, per chi desidera Sentirlo. Ed è proprio lì... silenzioso... ad aspettare di essere considerato.

Una delicata metafora, per ricordarci di Essere... in questo mondo che galoppa a passi veloci verso il virtuale. Per ricordarci che prima di tutto siamo Uomini.

Non siamo diversi da chi oggi approda nel Bel Paese in cerca di fortuna... lo abbiamo fatto anche noi.

Bravissima Chiara Giribaldi, che oltre ad aver interpretato in modo sensibile, ironico e delicato questo monologo, ne è anche l’autrice! Regia a cura di Gino Brusco.

Un bello spettacolo che porta a riflettere sulle dinamiche umane, con freschezza e ironia.BRAVI!

Grazie di cuore per questa riflessione.

Per questa versione di ciò che per me è motivo di ricerca personale: la preziosità dell’animo umano e le potenzialità della sua condivisione.

Alla prossima...


Amanda Fagiani


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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