L'amica geniale: debutto al Teatro dell'Albero

L'amica geniale: debutto al Teatro dell'Albero

Recensione che ha visto protagoniste al Teatro dell?Albero, Cloris Broska e Carmen Landolfi.

L’amica geniale... spettacolo di chiusura della rassegna, al Teatro dell’Albero. Cloris Broska e Carmen Landolfi hanno interpretato Lila e Lenù; le due inseparabili amiche del romanzo di Elena Ferrante. Un lavoro di drammaturgia magistrale quello di Cloris Broska; che è riuscita a mettere in scena frammenti di millecinquecento pagine. L’amica geniale è solo il primo di quattro volumi, scritti dalla Ferrante.

Tutto magico durante la serata... a partire dal fatto che èrisaputa l’identità sconosciuta della scrittrice. Elena Ferrante non è il veronome dell’autrice... nessuno sa chi sia. Nessuno sa che faccia abbia. Questo è eticamente meraviglioso, in un’epoca in cui “tuttisono qualcuno”... o meglio... provano a esserlo.L’epoca dei social... l’epoca della gara quotidiana sulnumero di “like” e di “visualizzazioni” ottenute.

Far ricordare la propriafaccia e il proprio nome dagli altri è un risultato, una conquista, unafatica... Fino a qualche anno fa era impensabile poterci arrivare senza lapotenzialità offerta oggi, dai social network. Scelgo di essere diplomatica nel dire che spesso questapotenzialità è travisata... ed è qui che si aprirebbe un lungo... lunghissimodiscorso. Un clic... e una buona notizia; con l’aggiunta di una buona dose divanità, quattro nozioni di grafica che rendono migliore un’immagine... e unnumero sufficiente di “amici”, che mettono il loro “like”. E non aggiungoaltro. Elena Ferrante si muove contro corrente.Elena Ferrante è la scrittrice italiana, vincitrice delPremio Strega 2015 e finalista del 2016, finalista anche del “Man BookerInternational Prize”. Scrittrice conosciuta a livello internazionale e tuttoquesto in pochi anni. E... nessuno sa chi sia.

Voilà.

Cloris Broska ha debuttato con “L’amica geniale” sabato 21maggio al Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare, con la sua drammaturgia suquesto bellissimo testo. Mi siedo in platea. Poco dopo, Franco La Sacra mi fa segno dal palco e mi chiamatra le prima file. Sorrido, lo ringrazio e mi sposto dove mi ha indicato.Davanti a me, un posto vuoto e un leggio, messo proprio lì... C’è uno spartito, sono note... è musica.


Questa sera l’Albero è parte della scena... il tendone chedi solito lo copre è aperto! In scena, altri due leggii. Al centro qualcosa che miricorda un pozzo... e sul lato destro del palco, una poltrona bianca... con loschienale rivolto al pubblico. Mi fa pensare alla presenza di Elena Ferrante...una delicata scelta registica.Franco prende la parola e ci sorprende, facendo un introdedicato alla scrittrice. Entra, coprendosi il volto, anche Loredana De Flaviische interpreta la Ferrante e si siede proprio sulla poltrona. Interessante... originale questo prologo: un’intervista alla“scrittrice”, che alimenta ancor di più la curiosità del pubblico.Franco e Loredana lasciano il palco e... davanti a me siedeFederica Vallebona, con il suo violoncello... meraviglia!

Appena dopo, dalla platea arriva energica Carmen Landolfi.Raggiunge il palco con Pienezza.  Bellissima,nei suoi colori scuri. Rappresenta esattamente la forza... quella forzaviscerale, necessaria alla sopravvivenza, nei rioni poveri Napoli. Gli occhipieni di luce, sguardo di lupo. Pelle scura, lunghi capelli lisci e neri.

Edecco, dal palco, anche Cloris... Bianca.

Presenza scenica notevole. Riempiono lo spazio di Vita.

Da subito. Insieme, già dall’inizio... anche senza dire nulla... percome agiscono, si completano. Il bianco e il nero. Il bene e il male. Lo yin elo yang. Carmen e Cloris. Lila e Lenù.Lo sono l’una verso l’altra e sono entrambe le cose.Due piccole streghe narratrici, all’inizio... con la facciaproprio sopra quel che mi sembrava un pozzo.

Una luce spettrale ne illumina leespressioni e all’unisono descrivono il tanto temuto personaggio di DonnaAchille: una specie di orco... con unghie e denti affilati. La raccontano così.Loro, con occhi grandi, corpi protesi su quella luce freddache le illumina dal basso e voci di pancia, guardano il pubblico come sevolessero mangiarselo. Come un rito magico.Come a voler raccontare quel sesto senso femminile che èdato dall’energia lunare.

Quel qualcosa che è Proprio delle donne. Che, sisa... sono un po’ streghe. Dalla finestra, a fare da cornice perfetta, proprio sopraall’Albero, vedo la luna in fase crescente... è tutto al suo posto. Magico. Bellissimo.Hanno sei anni, Lila e Lenù. La loro storia dall’inizio.Dall’infanzia.Giocano nei cortili dei rioni, fantasticano insieme, vanno ascuola insieme. Lenù, che è l’io narrante, ci parla di come Lila sia tantopiù bella e intelligente di lei. A differenza di Lenù però, Lila è una Cerullo. La plebe del Rione, si dice.

La stessa madre di Lenù, neparla così.Lenù, nonostante tutti, sceglie di non perdere mai di vistaquella bambina. Di prenderla a modello.Lenù sceglie di non ascoltare le ignoranti dicerie.Lenù sceglie la sua amica geniale.

Lila impara a leggere e scrivere, da sola. Prima di tuttigli altri.Tra le fantasie e i desideri delle due bimbe, c’è quello discrivere un libro insieme e diventare ricche con la loro storia. Vanno avantiad alimentare il loro sogno, nonostante a Lila sia stato vietato di continuarea studiare. Nessuno crede in lei.

E’ una Cerullo.
E’ più comodo fermarsi alla superficie.

E’ più comodopensare che tua figlia, ora che ha dieci anni, abbia l’età per cominciare alavorare. E’ un dato sufficiente... chi sia, non importa.

Nonostante tutto e tutti, Lila e Lenù crescono in simbiosi;con lo stesso amore per le cose immateriali e lo stesso bisogno di compensarsi.Le loro vite però evolvono diversamente. Lenù ha piùpossibilità: continua a studiare, viaggia e diventa una scrittrice di successo.Lila invece subisce l’ingiustizia di essere la plebe del rione. La salva ilsolo fatto di essere anche dannatamente bella e questo è qualcosa che va al dilà di ogni pregiudizio. Qualcosa che è impossibile non notare.

E i maschi del rionelo vedono eccome!

Anche quelli che potrebbero ignorarla. Nonostante Lenù viva la realtà che sognava da bimba,continua a sentirsi incompleta, senza Lila. La sua forte e fragile Lila. La suaamica geniale...

Coinvolgimento totale, nel vivere questa storiasensibilmente interpretata da Cloris e Carmen.  Meravigliosa scelta registica, il far parlare spesso i duepersonaggi all’unisono. Scelta che ha intensificato il senso di appartenenza,di anime in ascolto, nel rapporto fra Lila e Lenù.I momenti in lettura sempre fluidi, equilibrati.

Nulla hasmesso di essere magico. Intensità, ritmo e verità non sono mancati mai.Il violoncello di Federica è stato supporto importante,presente e mai invadente. Stati d’animo raccontati in musica. Uno spettacolo raccontato da tre donne. Uno spettacolo ricco. Un’interpretazione piena e coraggiosa,che ha dato vita alle pagine di un libro, scritto da una donna.

Un libro che regalerò alla mia amica geniale... Un libro che non ho ancora letto e quando lo farò, Lila eLenù avranno per me, le forme delle donne capaci di avermi fatto dono dellaloro poesia: Cloris e Carmen.

Grazie.

Amanda Fagiani.


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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