"LA PAZZIA SENILE" allo Spazio Calvino

"LA PAZZIA SENILE" allo Spazio Calvino

Recensione de "La pazzia Senile"

Seduta in prima fila anche in quest’occasione, ad attendere l’inizio del secondo spettacolo per la rassegna Spazio Calvino!

Trovare il posto riservato, per svolgere qui il mio ruolo di blogger e recensire spettacoli è qualcosa che mi riempie di soddisfazione. Ringrazio Eugenio Ripepi per il riguardo.

La platea è gremita di gente in attesa de “LA PAZZIA SENILE” di Adriano Banchieri, per la regia di Carlo Senesi. In scena si esibirà la compagnia de IL TEATRO DELL’ALBERO accompagnata dal gruppo polifonico “Cantores Bormani”, diretto da Piera Ranieri.

Sono molto curiosa di vedere questo binomio fra commedia del cinquecento, coro e strumenti... ho tra le mani il foglio di presentazione che definisce lo spettacolo “commedia madrigalesca”; i primi accenni di ciò che poi sarà conosciuta come commedia dell’arte.

Tutto questo sarà interpretato da 22 persone!

Mi concedo un sorriso (che vorrei riportare anche sulle labbra di chi legge), con questo sarcasmo patriottico... pensando che noi avevamo il “musical” già nel Cinquecento... altro che Broadway!

Mentre continuano ad arrivare persone, ne approfitto per guardare la scenografia: un lungo tavolo imbandito a destra del palco, delle sedie con dei leggii al centro e a sinistra, un portale in stoffa, dipinto come a rappresentare il boccascena di un teatro, con tanto di sipario.

Le luci di sala si abbassano...

Un vociare importante da dietro il quintaggio di destra, ed ecco entrare il gruppo dei cantori e dei musicisti; che riempiono l’inizio con controscene dal sapore goliardico.

Bella l’idea registica di quest’ingresso che già racconta “l’aria” della commedia. Tanto quanto apprezzabile il modo in cui sono entrate sedici persone e si sono sistemate in uno spazio che non è il palco del Piccolo di Milano, in termini di ampiezza!

Con prorompente energia comica, ecco arrivare dal “boccascena” la compagnia degli attori... e qui il mio primo apprezzamento va ai costumi, realizzati (insieme alle scene), dallo stesso regista Carlo Senesi.

Un lavoro magistrale nella sensibilità di aver saputo riprodurre con tanta cura i dettagli di svariati costumi del Cinquecento. Meravigliosi!

Lo spettacolo si apre con la presentazione dei sei “personaggi attori”, che presentano al pubblico il loro ruolo nella commedia.

Da qui, l’interazione fra coro e attori è costante e fluida, nel mantenere l’equilibrio di alternanza fra la storia e la narrazione in musica. Da parte degli attori l’interazione è anche al pubblico, come da tradizione dello stile rappresentato.

Da attrice, mi fa piacere non tralasciare quest’aspetto che è sempre, per me, fondamentale e bello da vivere anche da spettatrice.

Tra gli attori il bravissimo Francesco la Sacra. Attore amato dal pubblico imperiese che interpreta il ruolo di Pantalone, appagando ogni aspettativa. (Ho al mio fianco una signora che a ogni uscita di Francesco, non manca di applaudire a scena aperta; condendo il tutto con una serie di “bravo!”).

Tutta la commedia arriva piena e colorata, fino alla fine: I personaggi sono ben interpretati; belle le voci e i caratteri ben filtrati da presenza scenica e fede alla ricerca di personaggio, voluto da questo tipo teatro.

Mi complimento nuovamente anche per la capacità di essere stati in tanti su un palco di media grandezza e di aver saputo raccontare una storia che abbraccia, come il testo del Banchieri vuole, musica e teatro. Non facile impresa!

Ringrazio la compagnia, il coro e i musicisti per avermi regalato un’ora di puro buon umore, facendomi sentire, per un’ora, una spettatrice d’altri tempi...

Amanda Fagiani


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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