IL MIO VIAGGIO PER TERREMOTO SUI TACCHI AL CALVINO

IL MIO VIAGGIO PER TERREMOTO SUI TACCHI AL CALVINO

Spettacolo di Giorgia Brusco con Giorgia Brusco e Eugenio Ripepi. Regia di Gino Brusco.

Arrivo presto e mi sistemo al meglio, in platea.

Nonostante la quantità di gente che quasi spinge per entrare (e la cosa mi piace parecchio, visto che di solito certe scene si vedono solo agli ingressi dei centri commerciali con qualche televisore di ultima generazione, in super offerta... insomma... che la gente voglia il SUO posto per assistere a uno spettacolo teatrale è meraviglioso!), riesco a prendere il mio riservato in prima fila.

Felice di vedere Alessandro Manera e altri amici della compagnia teatrale “Ramaiolo in scena”, che non hanno mai mancato uno spettacolo!

Anche l’Assessore Nicola Podestà è presente, come per tutti gli altri spettacoli, qui allo Spazio Calvino.

Altre autorità da Genova sono tra il pubblico per godersi lo spettacolo di Giorgia Brusco TERREMOTO SUI TACCHI; con Giorgia Brusco e Eugenio Ripepi. Regia di Gino Brusco.

E’ una sera speciale; importante.

E’ la serata di chiusura del calendario teatrale.

Stagione andata meravigliosamente!

Dopo poco, raggiungono il palco due ragazzi dello staff “Calvino”, che sapientemente presentano la serata mentre Eugenio, dietro le quinte, attende di calcare le tavole insieme a Giorgia.

Dopo i vari ringraziamenti, tra i quali anche a LinfaTV che tengo a citare facendone parte, il palco “si svuota di presente” e... buio.

Luce a sinistra del palco.

Entra Alessandro Saglietti: un giovanissimo compositore, che si siede alla tastiera.Spettacolo con musica live...

Interessante!

Nel frattempo io ne approfitto per spostarmi e sedermi abusivamente per terra, proprio di fronte al centro del palco... meraviglia!

Sul palco, due scrivanie: una centrale che ha alle spalle uno scaffale e l’altra scrivania a destra del palco.

E’ un ufficio.

Entra lui, Quinto.

Misofobico compulsivo, continua a spruzzare di detersivo e a strofinare la sua scrivania; a spostarne gli oggetti per metterli maniacalmente in ordine.

Giacca, cravatta, pantaloni da ufficio... lineare, formale.

Abiti dentro le righe, per un personaggio sopra le righe.

Goffo e maniacale, fa tenerezza nella sua ricerca di perfezione e questo paradosso rende tutto parecchio divertente.

Pochi gesti e azioni pulite di Eugenio Ripepi, delineano la caratterizzazione del personaggio.



Dietro le quinte, passi da “tacco dodici” anticipano l’arrivo di lei, Bernadette Robioli: “tutti mi chiamano Bernie”, dice.

Bellissima e avvenente Giorgia Brusco nelle vesti di Bernie: caschetto biondo platino, abiti rosa shocking e “mini-mini gonna” che lascia immaginare ben poco.

Lei, Bernie è l’amante del direttore del personale e non ci sono da farsi troppe domande sul perché si trovi in quell’ufficio, con Quinto...

Ivertentissimo insieme di paradossi ed equivoci, si creano nell’incontro fra due personaggi diametralmente opposti e, forse per questo, così ipoteticamente compatibili!

Bernie e Quinto sono come una caramella frizzante al gusto “tutti i frutti” e il passato di vedure; come il giallo fluo e il color tortora.

Bello e fresco, questo spettacolo.

Un tema semplice e classico, che funziona.

Ancor di più se interpretato da professionisti come Ripepi e la Brusco.

Si ride parecchio e ci s’intenerisce spesso, nel godersi l’evolvere del rapporto fra i due.

Il finale è da favola.

Un finale che tutti sperano.

E quando già hai riso tanto, arrivare alla fine con tutte le cose al loro posto (come nelle favole), è ancora meglio.

Sensibili e precisi, gli interventi musicali di Alessandro Saglietto.

Felice di aver visto per la prima volta in scena il bravo amico e collega Eugenio Ripepi e di aver riscontrato nuovamente in Giorgia Brusco, la sua bravura.

Terremoto sui tacchi è uno spettacolo divertente e carino; e non per sminuirne la resa uso l’aggettivo “carino”, ma proprio per sottolinearne sia l’aspetto comico, sia la tenerezza.

Amanda Fagiani


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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