GIAN PIERO ALLOISIO: ARIA DI LIBERTA'... A CAMPOROSSO

GIAN PIERO ALLOISIO: ARIA DI LIBERTA'... A CAMPOROSSO

Una serata per festeggiare i settantuno anni della Liberazione

Venerdì 29 arrivo al Pala Bigauda, di Camporosso.

Serata importante per me. Serata di replica per Gian Piero Alloisio (cantautore e drammaturgo figlio di Partigiani), che oltre a riportarci in musica le storie della sua famiglia, racconterà le storie di Mario; il Partigiano bambino chiamato Partigiano “Aria”.La Prima dello spettacolo "Aria di Libertà" è stata fatta lo scorso anno; il 24 di aprile a Palazzo Ducale a Genova, in occasione del Festival Pop della Resistenza. Spettacolo che fino ad ora ha avuto più di 10.000 spettatori! Lo stesso giorno di questo anno, Gianpiero ha debuttato, sempre a Genova, con "Luigi è stanco": Secondo spettacolo di teatro-canzone che Gian Piero ha dedicato alla Resistenza.

Ringrazio l’amico Eugenio Ripepi per avermi invitata... partecipare a una serata per festeggiare i settantuno anni della Liberazione è un onore, per me.

Io stessa sono nipote di un Partigiano e con la mia professione ne mantengo vivo il Ricordo, mettendo in scena un mio spettacolo: “La Pelle della Guerra – Frammenti di Amore e Libertà”. Mi sento quindi vicina e partecipe.

Il Partigiano Aria è presente... io non ho mai conosciuto mio nonno e poter incontrare Mario, mi riempie di entusiasmo.

Arrivo in sala e la gente è ancora in piedi, ad aspettare di cominciare.

Mi avvicino al posto che mi hanno assegnato e conosco la gentile Simonetta Cerrini; organizzatrice del tour.

Appena a pochi passi da me, un fotografo non perde occasione di immortalare Mario, il Partigiano Aria. Lo osservo con ammirazione e rispetto. Sguardo pieno, quello di Mario. Lo sguardo di chi ha già visto molto nella sua vita. Talmente tanto da avere la luce del sorriso, sul suo volto. La sua presenza non è quella ingombrante di chi rappresenta un pezzo fondamentale, per la Storia del nostro Paese. E’ anzi, pur essendo tale, discreta e silenziosa. Questo lo rende ancora più grande.

Si comincia.

Le luci si spengono e tutti prendono posto.

Entrano gli artisti e il viaggio inizia con un meraviglioso intro alla chitarra del grande Gianni Martini, per anni chitarrista di Giorgio Gaber; Gian Piero al centro del palco, con la chitarra classica e un bravissimo Claudio Andolfi, alla batteria.

Le prime parole di Gian Piero... e siamo a Genova.

Dieci giugno 1940.

L’Italia entra in guerra.

A raccontarci questo momento sono note e parole.

Trovo questo meraviglioso: la poesia della musica, l’arte del racconto e la bellezza del sorriso, contribuiscono a rendere i racconti di guerra, qualcosa di non troppo lontano. Sono Storie di uomini che hanno fatto la Storia.  Ricordarne i fatti e il sacrificio e scegliere di farlo attraverso l’arte e il cuore è la strada per avere sempre presente che settantuno anni, sono proprio dietro l’angolo. E’ la strada per renderci consapevoli che il nostro popolo è stato capace di Credere fortemente in un’Idea e di Lottare, per questa.

Gian Piero, Claudio e Gianni hanno suonato, raccontate interagito con il pubblico, per un’ora e mezza.

Un pubblico molto partecipe; gente che ha cantato con trasporto anche le più famose canzoni partigiane. Un pubblico pur di giovanissimi che, con vero piacere ho visto coinvolti.

Sono state undici le canzoni che ci hanno accompagnati, insieme a dieci monologhi.

Aria di Libertà è una di queste. Inedito di Gian Piero Alloisio, di cui anche lo spettacolo porta il nome.

Arriviamo alla fine con “Bella Ciao” e immediatamente dopo, Mario (Aria) è sul palco.

Mi sono alzata in piedi e con me tutti gli altri.

Abbiamo applaudito ininterrottamente per almeno dieci minuti.

Grazie.

Nel mio cuore e nel mio pensiero. Grazie.

E penso anche a mio nonno; di cui non conosco la voce ma attraverso Mario, posso rivedere i tratti di una storia che è anche la sua.

Momento molto emozionante.

Tutto prosegue con grande intensità, quando Mario inizia a raccontare.

Riporta alcuni fatti che Gian Piero ha interpretato poco prima. Raccontati da Mario, sono perle impossibili da dimenticare.

Guardo i suoi occhi, i suoi gesti mentre parla. Il tremolio della sua voce mentre racconta: lo hanno preso, picchiato a sangue e costretto ad assistere all’impiccagione del suo migliore amico. Aveva quindici anni, Mario. L’amico non più di venti:

“Ricordo che un attimo prima, mi ha guardato negli occhi. Non potrò mai dimenticare quello sguardo”. Queste le parole di Mario.

In sala c’è quel silenzio che non ha bisogno di essere descritto.

Ogni suo movimento, ogni sua parola, mi riporta al suo presente.

Ho Sentito il suo dramma.

Nessun grande attore avrebbe saputo ridare meglio quel momento.

Quel momento di Vita Vissuta, di Verità.

Sono grata a quest’occasione, a questa serata, a questi incontri.

Ancora Grazie.

Gian Piero, Claudio e Gianni ci salutano sulle note di Battiato, con “Povera Patria”.

Nulla di più da aggiungere se non... la certezza che tanta bellezza, di sicuro avrà e continuerà a ricevere i suoi frutti. Io voglio crederci.

Amanda Fagiani

Cliccando qui accederete al sito web di Gian Piero Alloisio


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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