EMOZIONANTE "SINDACO PESCATORE" AL TEATRO DELL'ALBERO

EMOZIONANTE "SINDACO PESCATORE" AL TEATRO DELL'ALBERO

Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare.

Venerdì sera del 2 aprile.Iniziando così sembra parecchio tempo fa, invece è solo lo scorso venerdì.

Ho scelto questa forma perché è proprio l’aria che ho respirato, nel bel Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare.Arrivo sul retro dell’edificio e mi accomodo nel giardino che precede l’entrata al teatro.

Il giardino è pieno di gente pronta a entrare. Bello, rilassante rimanere a osservare. Quasi come fossi invisibile...  ascolto le voci della gente, gli stati d’animo che posso leggere nel loro modo di porsi.

Tutto questo è l’inizio di un Sentire pieno, che mi ha accompagnata fino alla fine della serata.

Arriva l’ora di entrare e ritiro il mio biglietto omaggio, che il grande Franco la Sacra (direttore artistico del teatro) ha fatto mettere da parte per me.

Entro.Posto in prima fila.Il teatro è una chicca... ben strutturato: la platea è a gradini con comode sedie e la prima fila è al livello del palco.

I miei piedi sono sul pavimento del palco, sulla terra di Pollica... un piccolo paese campano che è stata la casa di Angelo Vassallo; il “nostro” Sindaco Pescatore.

Sarà interpretato da Ettore Bassi.Che è già in scena.E’ Girato di spalle, seduto su una sedia.La gente intanto continua a entrare e a sistemarsi.La magia continua.E’ già cominciata.Il “prologo” io l’ho già visto fuori; nel giardino.La scena è ricca di oggetti di scena che, da soli, raccontano gli episodi importanti di una vita.

Lui, Ettore, rimane lì. Immobile.

Fino a che non cala il silenzio.

Un momento sensibile questo, nel sapere che l’inizio di questo viaggio dipende da noi, dal pubblico...Silenzio.

Una luce di taglio illumina la sedia. Ettore, nei panni di Angelo, inizia a raccontare...In quel momento entrano dei giovani. Sono i ragazzi del Laboratorio Teatrale del Teatro dell’Albero, che si siedono per terra ai lati dello spazio scenico.

La voce calda e presente di Ettore Bassi, i toni calmi della sua interpretazione, la presenza di questi fanciulli, le luci che creano ambienti tanto differenti in uno spazio tanto piccolo rispetto all’immaginare l’area di un paese... tutto questo rende la purezza di spirito che vuole avere e che deve emergere, da uno spettacolo nato per raccontare la storia dell’uomo freddato dalla camorra. Purezza e pulizia del suo Essere; l'impegno che ha rappresentato la missione della sua vita, fanno di Angelo Vassalo un uomo da ricordare.

Forte scelta registica, questa di Lamanna: quasi per tutto il tempo, Angelo parla rivolgendosi al pubblico, ma con una sola persona.

Un ragazzo.Potrebbe essere suo figlio.

Un incaricato; cane da guardia degli altolocati del mondo sporco.

Angelo gli parla con rassegnazione e pazienza. Come si fa con un figlio che ti delude. Come se conoscesse già la fine.

Immagino un ragazzo poco più che diciottenne.

Un ragazzo che ascolta in silenzio, perché non può fare altrimenti.

Se non concedere a quest’uomo, di salvarlo.

E’ il suo astante.

E’ il suo assassino.

Questo è il suo incarico. E vuoi che si salvi. Che si lasci salvare.Ascolti la coscienza di questo giovane, perché diventi tu... là, nel pubblico. Tu che puoi scegliere. Tu che conosci la storia di Angelo Vassallo e sai che è stato assassinato con nove colpi, di cui sette andati a segno.

Toccante, coinvolgente, commovente monologo meravigliosamente interpretato da Ettore Bassi.

Ringrazio tanta Vita, tanto Sentire.Ringrazio i momenti in cui l’anima la sfiori e questa sensazione ti pervade completamente.

Dieci minuti ininterrotti di applausi.Tutti in piedi per tanta Bellezza... nella bravura di Ettore, per la Memoria di Angelo.Angelo Vassallo.Un uomo assassinato dalla camorra.Ne in vacuum, gratiam.
Amanda Fagiani.


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L'arte è meravigliosa forma di comunicazione. Il teatro, la scrittura, i rapporti umani sono la poesia che scelgo per la mia vita

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