Montagne blu, spazi vissuti nelle alpi del mare.

Montagne blu, spazi vissuti nelle alpi del mare.

Libro di Rita e Patrizia Cugge in collaborazione con Giampiero Laiolo. A seguito un introduzione del Prof.Enrico Martini.

Estate 1959: chiedo a mio padre il permesso di fare un giretto con l’auto di famiglia appena comprata: una Fiat 600 (usata). Me lo concede.Parto da San Bartolomeo al Mare (allora “San Bartolomeo del Cervo”), raggiungo Albenga, svolto verso l’interno e a Pieve di Teco mi accingo al ritorno. Salgo al Colle di San Bartolomeo, supero il valico, poco prima di Cesio, presso uno slargo scorgo una figura rattrappita seduta su un muretto; mi grida “Lavanda, lavanda".  Fermo l’auto, scendo e mi vedo di fronte un uomo sul cui corpo la sfortuna si è accanita: membra purtroppo gravemente deformi, viso nonostante tutto atteggiato ad un sorriso, due occhi immensi e buoni che ancora, a 54 anni di distanza, porto scolpiti nella mente e nel cuore. Chiedo il prezzo; i pochi spiccioli che ho in tasca (la paghetta settimanale allora non esisteva), mi consentono di comprare due sacchettini. Mi sento ancora ringraziare. Sono io che ringrazio te, caro amico sconosciuto: non potevi neppure camminare ma il tuo esempio mi ha aiutato ad accettare quello che la malasorte poteva riservarmi in futuro (e in futuro mi ha riservato). Ricorderò sempre i tuoi occhi dolcissimi e, con loro, il profumo, inebriante, che emanava da quei sacchettini: per godermelo appieno, avevo tenuto chiusi i finestrini per tutto il viaggio di ritorno. Nonostante il caldo... Giunto a casa, mia madre aveva subito requisito i sacchettini per  riporli nei cassetti della biancheria. Il profumo della lavanda. Ci suggerisce Visioni di aridi colli mediterranei, arcigni custodi, sotto il dardeggiare impietoso del sole estivo, di una flora in buona misura ricca di aromi ed effluvi,essenze che, legate all’ acqua all’ interno delle cellule, ne riducono la perdita per eccessiva traspirazione, essenze che,negativo rovescio della medaglia, accentuano l’infiammabilità degli esemplari, essenze che l’uomo giustamente ha accolto come un dono, imparando a conoscerle e ad utilizzarle. Lavanda, timo,santoreggia, origano e così via: labiate, soprattutto, ma anche piante appartenenti ad altri gruppi, come l’ elicriso, della stessa famiglia delle margherite, che, più di ogni altra specie, veniva posto in fasci sopra porte e finestre di casa quando si temeva l’avvicinarsi di un’epidemia di peste. 

Vari libri sono stati scritti sulla lavanda (scorrete la corposa bibliografia che correda il volume); gli autori hanno però avuto il merito di individuare una lacuna e di colmarla: mancava ancora un testo che fosse una completa monografia sull'argomento, un testo che approfondisse la ricerca bibliografica fino ai tempi più antichi, un testo che fatto, a parer mio, ancor più importante 
risultasse pure intriso di amore per gli aridi colli dell’entroterra imperiese; amore per generazioni precedenti per le quali la vita era lavoro silenzioso, fatica, a volte perfino sofferenza; amore per gli insegnamenti che un’esistenza così dura donava a chi viveva simili quotidiane esperienze, forgiandone il carattere e la resistenza alle avversità. Un amore -sviscerato- pure per la lavanda, il cui aroma, forte e quasi selvaggio, nessun profumo sintetico, a mio giudizio riuscirà mai ad imitare.
Complimenti sentiti e motivati a Giampiero Laiolo, complimenti tanto più importanti in quanto provengono da un pignolo di ferro cui l’accuratezza e lo stile con cui è stata redatta l’opera hanno negato, in pratica, motivi di mugugno (dura sorte per un ligure!).Complimenti pure a Rita e Patrizia Cugge che, animate dal medesimo sentimento di amore, pongono oggi a disposizione delle generazioni future (mondo della scuola, escursionisti sensibili), un patrimonio di conoscenze, esperienze e sentimenti che è giusto non venga dimenticato, in questa nostra comunità in cui il possesso di un telefonino cellulare più moderno o di una play station più recente da parte di un compagno di classe fa toccare vette di frustrazione a chi disponga di modelli più antichi. Non ho inventato io il detto secondo cui, quando muoiono certi anziani, scompaiono biblioteche mai scritte. Grazie agli autori di questo libro la biblioteca sulla lavanda non scomparirà. E scusate se è poco. 

Prof.Enrico Martini


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